Il sogno dei fan potrebbe non diventare realtà: Antony Starr, volto iconico di Homelander in The Boys, ha commentato il sempre più discusso fan-casting che lo vorrebbe nei panni di Albert Wesker nel nuovo film di Resident Evil. E la risposta, per ora, è tutt’altro che entusiasta.
Intervistato da ComicBook, l’attore ha ammesso di non conoscere bene il progetto e di non essere convinto di essere la scelta giusta per il ruolo. Starr ha anche sottolineato un elemento non secondario: l’età. “Probabilmente servirà qualcuno di più giovane”, ha dichiarato, ridimensionando le aspettative nate attorno al suo nome. Un commento che raffredda l’hype, almeno temporaneamente, attorno a uno dei casting più richiesti dai fan negli ultimi mesi.
Il nuovo Resident Evil, diretto da Zach Cregger, arriverà nei cinema nel settembre 2026 e segnerà un ulteriore tentativo di rilancio live-action del celebre franchise horror. Tuttavia, la produzione mantiene il massimo riserbo su trama e personaggi, lasciando in sospeso anche la presenza di figure chiave come Wesker, Leon Kennedy o Ada Wong.
Il futuro di Wesker tra fan-casting e reboot: cosa significa davvero il no (parziale) di Starr
Il caso Antony Starr evidenzia una dinamica sempre più centrale nel cinema contemporaneo: il peso del fan-casting. La popolarità dell’attore, costruita grazie a The Boys, lo ha reso una scelta “naturale” per interpretare Albert Wesker, ma la realtà produttiva segue logiche diverse.
Il nuovo film sembra orientato verso un reboot più giovane e potenzialmente più vicino alle origini del franchise, come suggerisce anche il casting di Austin Abrams nel ruolo principale. In questo contesto, la scelta di un Wesker più giovane o reinterpretato potrebbe essere strategica per costruire una nuova continuità narrativa.
Resta però il dato fondamentale: l’assenza di conferme ufficiali sui personaggi indica che Resident Evil potrebbe prendere le distanze dalle incarnazioni precedenti, riscrivendo gerarchie e ruoli. Se così fosse, anche un’icona come Wesker potrebbe essere introdotta in modo diverso o posticipata, trasformando quello che oggi sembra un “no” in una semplice questione di timing.

