Backrooms: il regista Kane Parsons spiega il finale e apre la porta a nuovi misteri

-

Il fenomeno horror dell’anno continua a far discutere. Kane Parsons, il giovane regista dietro Backrooms, ha commentato per la prima volta il controverso finale del film prodotto da A24, offrendo alcuni indizi sul destino del protagonista Clark senza però sciogliere completamente i dubbi degli spettatori. Le sue dichiarazioni arrivano mentre il film continua a imporsi al botteghino, confermando la forza di un progetto nato da un fenomeno virale su internet.

LEGGI ANCHE: Cosa sono le Backrooms? La storia dietro il film horror di A24

Intervistato da Polygon, Parsons ha spiegato la natura simbolica della creatura conosciuta dai fan come “Pirate Clark”, il mostro che accompagna il protagonista all’interno dell’inquietante dimensione liminale dei Backrooms. Secondo il regista, quel personaggio rappresenta una proiezione della psiche di Clark: “Questo luogo sta diventando una sorta di circuito chiuso del suo mondo interiore, rigurgitato sulle pareti e trasformato in qualcosa che sembra fare qualcosa per lui”. Quando però gli è stato chiesto di chiarire il significato dell’attacco finale della creatura, Parsons ha preferito mantenere il mistero: “Sono un po’ restio a spiegare gli eventi delle mie opere. Non voglio che sembri una scappatoia. Il mio pubblico tende a considerare definitive le mie parole più delle proprie interpretazioni”.

La scelta di non fornire risposte definitive racconta molto dell’approccio creativo di Parsons. Backrooms non è un horror costruito per spiegare, ma per inquietare. Il film si muove nella tradizione delle opere che affidano allo spettatore il compito di completare il significato della storia, trasformando l’ambiguità in uno strumento narrativo. Ed è proprio questa strategia a distinguere il progetto dalle produzioni horror più convenzionali, mantenendo vivo il dibattito anche dopo la visione.

LEGGI ANCHE: Backrooms: la spiegazione del finale del film

Il significato di Pirate Clark e il futuro dell’universo di Backrooms

Nel film, Clark – interpretato da Chiwetel Ejiofor – è un architetto fallito che scopre un portale verso una realtà composta da corridoi infiniti, stanze vuote e spazi impossibili. All’interno di questo labirinto incontra una versione distorta di sé stesso, una figura che riflette le sue paure, i suoi rimpianti e la sua progressiva discesa psicologica.

Le parole di Parsons suggeriscono che l’intero ambiente dei Backrooms reagisca agli stati emotivi di chi lo attraversa. Per questo motivo Pirate Clark non sarebbe soltanto un mostro, ma una manifestazione concreta della mente del protagonista. Alla domanda sul perché la creatura finisca per uccidere Clark, il regista ha risposto con una provocazione volutamente enigmatica: “Potrebbe semplicemente essere che Clark avesse molta fame quel giorno e non ci fosse alcun motivo particolare per l’attacco. Narrativamente non sembra così, ma non possiamo saperlo perché Pirate Clark non pronuncia mai un monologo”.

Ancora più interessante è stata la sua reticenza nel commentare una teoria ormai molto diffusa tra i fan: se Pirate Clark riflette il protagonista, allora altre persone potrebbero generare versioni differenti della stessa entità? Parsons ha evitato qualsiasi risposta definitiva: “Non posso commentare. È qualcosa che devo proteggere per il futuro”.

Una frase che suona quasi come una conferma indiretta. Considerando il successo commerciale del film e le sue origini come serie YouTube diventata fenomeno globale, è difficile immaginare che Backrooms si concluda qui. L’universo creato da Parsons appare infatti costruito per espandersi, esplorando nuovi personaggi e nuove interpretazioni di questa dimensione inquietante dove realtà, memoria e subconscio finiscono per confondersi. Più che un finale, quello di Backrooms sembra l’inizio di un mondo narrativo ancora tutto da scoprire.

LEGGI ANCHE: Backrooms: ecco perché le recensioni del film A24 sono così positive

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -