Con Il diavolo veste Prada 2 ormai prossimo all’uscita, il cast guarda già oltre e inizia a immaginare il futuro del franchise. L’ipotesi di un terzo capitolo non è ancora ufficiale, ma le prime dichiarazioni degli attori aprono scenari interessanti, sia sul piano narrativo che su quello produttivo.
In un’intervista a ScreenRant, i nuovi ingressi nel cast — Simone Ashley, Caleb Hearon e Helen J. Shen — hanno discusso apertamente della possibilità di un Il diavolo veste Prada 3. Se da un lato si scherza sui tempi (con Hearon che ironizza su un’uscita nel 2046), dall’altro emerge un’idea più concreta: vedere i nuovi personaggi prendere il controllo di Runway, con Amari potenzialmente destinata a un ruolo di leadership.
Il punto, però, non è solo “se” si farà, ma “quando” e soprattutto “perché”. Il primo film, con Meryl Streep e Anne Hathaway, è diventato un fenomeno culturale, e il sequel arriva dopo vent’anni in un contesto completamente diverso, dominato dai social e dal digitale. Se il secondo capitolo riuscirà davvero a intercettare questo cambiamento — come sembra suggerire la crisi di Runway — allora un terzo film potrebbe diventare il naturale sviluppo di una trasformazione già in atto.
Da Miranda Priestly a una nuova generazione: perché Il diavolo veste Prada 3 potrebbe cambiare prospettiva
Uno degli elementi più interessanti emersi dalle dichiarazioni riguarda il possibile passaggio di testimone. Se Miranda Priestly resta il simbolo di un certo modo di intendere la moda e il potere editoriale, le nuove figure introdotte nel sequel sembrano destinate a ridefinire quell’equilibrio.
L’idea che Amari possa prendere il controllo di Runway non è casuale: rappresenta un’evoluzione naturale in un mondo in cui le gerarchie tradizionali sono sempre più messe in discussione. E in questo senso, il franchise potrebbe spostarsi da una narrazione centrata su un’unica figura dominante a una dimensione più corale, dove il potere si redistribuisce.
Allo stesso tempo, resta da capire quale sarà il ruolo di Andy Sachs in questo nuovo scenario. Il suo percorso nel primo film si chiudeva con un allontanamento dal sistema Runway, ma il ritorno nel sequel suggerisce che il rapporto con quel mondo non è mai stato davvero risolto.
Se Il diavolo veste Prada 2 riuscirà a funzionare al botteghino — come le previsioni sembrano indicare — un terzo capitolo non solo sarà possibile, ma potrebbe rappresentare il momento in cui la saga cambia definitivamente pelle, passando da icona del passato a racconto sul presente dell’industria della moda.


