L’intelligenza artificiale continua a dividere Hollywood e ora anche Jodie Foster entra nel dibattito con dichiarazioni destinate a far discutere. Durante il panel “Who Owns the Future of Hollywood?” all’Aspen Ideas Festival, la due volte premio Oscar ha sostenuto che F1 – Il film (leggi qui la recensione), il blockbuster diretto da Joseph Kosinski e interpretato da Brad Pitt, rappresenti un esempio di cinema costruito secondo una logica tipica dell’IA generativa. Pur riconoscendone il successo commerciale, l’attrice ha espresso dubbi sul modo in cui il film è stato concepito.
Facendo riferimento al lungometraggio, Foster ha dichiarato: “Non lo dico in senso dispregiativo – e come potrei? Questo film ha incassato milioni di dollari. Ma guardo un film come F1 e penso: ‘F1 è stato realizzato dall’intelligenza artificiale’. Non è così?” L’attrice ha poi spiegato il proprio punto di vista: “La struttura è esattamente quella che si insegna a scuola. Gli attori recitano le battute esattamente come sarebbero scritte se fosse un computer a stabilire quale sia la cosa giusta da dire in quel preciso momento. Sono riusciti a dominare la tecnologia per creare qualcosa di grande e spettacolare, ma probabilmente gran parte delle informazioni arriva da altre fonti.” Le dichiarazioni arrivano mentre il tema dell’uso dell’IA nell’industria audiovisiva continua a essere al centro del confronto tra studios, artisti e sindacati.
L’attrice non ha però assunto una posizione totalmente contraria alla tecnologia. Secondo Foster, l’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile in alcune fasi della produzione, come la previsualizzazione o lo storyboard, purché resti sempre al servizio della creatività umana. Ha inoltre rivelato che il suo film francese A Private Life, diretto da Rebecca Zlotowski, ha utilizzato l’IA per realizzare una sequenza onirica, definendo il risultato efficace nonostante le immagini generate fossero, a suo dire, “prive di senso”.
LEGGI ANCHE: F1 – Il film con Brad Pitt è basato su una storia vera?
Il dibattito sull’intelligenza artificiale continua a dividere Hollywood
Le parole di Jodie Foster fotografano perfettamente il momento che sta vivendo l’industria cinematografica. Dopo gli scioperi degli sceneggiatori e degli attori, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è diventato uno dei temi centrali del futuro di Hollywood, soprattutto per il timore che possa sostituire parte del lavoro creativo o ridurre le opportunità professionali.
Proprio su questo punto l’attrice ha espresso la sua maggiore preoccupazione, affermando che l’IA rischia di eliminare numerosi posti di lavoro. Allo stesso tempo ha sottolineato l’importanza del ruolo dei sindacati, auspicando regole capaci di garantire una remunerazione equa quando le sembianze o le interpretazioni degli attori vengono replicate digitalmente. “Spero che organizzazioni come i sindacati possano intervenire e dire: puoi usare il mio attore venti volte, ma dovrai pagarlo venti volte. E penso che sia giusto.”
Il caso di F1 dimostra come il confronto sull’IA non riguardi soltanto gli effetti visivi o la produzione tecnica, ma investa anche il linguaggio stesso della narrazione cinematografica. Per Foster, la vera sfida sarà evitare che gli algoritmi finiscano per standardizzare il racconto. “Quello che tutti noi vorremmo è che i registi riuscissero a dominare l’intelligenza artificiale, senza mai perdere di vista questo obiettivo. Se saremo capaci di controllarla nel tempo, potremo realizzare opere che riflettano davvero ciò che siamo e renderle persino migliori.”
LEGGI ANCHE: F1 2 si farà, ma Brad Pitt tornerà più tardi del previsto: il sequel dovrà aspettare

