F1 2 si farà, ma Brad Pitt tornerà più tardi del previsto: il sequel dovrà aspettare

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Il sequel di F1 è già in fase di sviluppo, ma il ritorno di Brad Pitt nei panni di Sonny Hayes non arriverà rapidamente. A confermarlo è stata Kerry Condon, che ha aggiornato sullo stato del progetto spiegando come il film stia procedendo dietro le quinte, ma con tempistiche inevitabilmente molto più lunghe del previsto.

Secondo l’attrice, il team creativo sarebbe molto soddisfatto della nuova sceneggiatura, ma il vero problema riguarda la complessa organizzazione produttiva del franchise. “Tutti amano lo script”, ha dichiarato Condon, aggiungendo però che bisognerà aspettare la disponibilità del regista Joseph Kosinski e soprattutto coordinare nuovamente il tutto con il calendario reale della Formula 1. “Potrebbe volerci un po’ di tempo, ma penso che vada bene così”, ha spiegato l’attrice.

La dichiarazione conferma quanto il successo del primo film sia stato legato proprio alla sua costruzione produttiva estremamente particolare. F1 non era infatti soltanto un blockbuster sportivo tradizionale: gran parte delle riprese erano state realizzate durante veri weekend di Gran Premi, con il cast immerso direttamente nei circuiti ufficiali della Formula 1. Una scelta che aveva dato al film un livello di autenticità visiva raramente visto nel cinema sportivo contemporaneo.

Il vero problema di F1 2 è che il franchise dipende dalla Formula 1 reale

Brad Pitt
Brad Pitt a Venezia 81 – Foto di Luigi De Pompeis – © Cinefilos.it

Il primo F1 è riuscito a distinguersi da quasi tutti i racing movie moderni proprio perché evitava di affidarsi esclusivamente a green screen e CGI. La produzione aveva inserito realmente Brad Pitt e il cast dentro il paddock della Formula 1, girando accanto a team, piloti e pubblico reale. Ed è proprio questa componente a rendere il sequel molto più difficile da organizzare rispetto a un blockbuster tradizionale.

Joseph Kosinski, dopo il successo di Top Gun: Maverick e dello stesso F1, è inoltre diventato uno dei registi più richiesti di Hollywood. Coordinare il suo calendario con quello del campionato mondiale di Formula 1 rappresenta quindi una sfida produttiva enorme. Ma è anche ciò che potrebbe continuare a rendere il franchise unico.

Il primo film aveva funzionato non soltanto grazie allo spettacolo delle gare, ma perché riusciva a raccontare il mondo della Formula 1 con un livello di immersione raramente raggiunto dal cinema mainstream. Il personaggio di Sonny Hayes incarnava perfettamente questa idea: un pilota veterano costretto a confrontarsi con uno sport sempre più veloce, tecnologico e spietato.

Il finale lasciava chiaramente spazio a un seguito, soprattutto per quanto riguarda il futuro emotivo e professionale di Sonny dopo il suo ritorno in pista. E considerando che F1 è diventato uno dei più grandi successi cinematografici di Apple, oltre a ottenere attenzione anche durante la stagione dei premi, è evidente che il sequel rappresenti ormai una priorità strategica per la piattaforma.

La vera domanda, però, è se F1 2 riuscirà a mantenere quella stessa autenticità pratica e quasi documentaristica che aveva trasformato il primo film in qualcosa di molto più credibile e immersivo rispetto alla maggior parte dei blockbuster sportivi moderni.

Redazione
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