Odissea: svelata la possibile durata ufficiale del kolossal di Christopher Nolan

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La durata di Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan, potrebbe essere stata finalmente rivelata. Secondo quanto riportato dal sito AMC Theatres, il kolossal ispirato al poema epico di Omero avrebbe una runtime di 2 ore e 52 minuti, diventando così il secondo film più lungo della carriera del regista dopo Oppenheimer. Una notizia che conta eccome, soprattutto considerando l’ambizione produttiva del progetto e la promessa di Nolan di realizzare un adattamento “fedele” dell’opera originale.

Il film, che arriverà nelle sale il 17 luglio, rappresenta uno dei progetti più imponenti mai affrontati dal regista britannico. Dopo il successo monumentale di Oppenheimer, Nolan si confronta con uno dei racconti fondativi della cultura occidentale, mantenendo però una durata inferiore alle tre ore. La fonte della notizia è AMC, che in passato si è rivelata spesso affidabile nella pubblicazione anticipata delle runtime ufficiali dei blockbuster in uscita. Con un budget stimato intorno ai 250 milioni di dollari e l’utilizzo di nuove cineprese IMAX sviluppate appositamente per il film, Odissea si prepara a essere non solo un evento cinematografico, ma anche un’esperienza tecnica senza precedenti.

La vera domanda, però, è un’altra: quanto spazio avrà Nolan per raccontare davvero l’intera odissea di Ulisse? Ridurre un poema così stratificato a meno di tre ore significa inevitabilmente operare scelte drastiche, eliminare episodi e concentrare il racconto su alcuni nuclei tematici specifici. E conoscendo il cinema di Nolan, è probabile che il film non sarà una semplice trasposizione classica, ma una rilettura costruita attorno ai concetti di identità, tempo, memoria e sopravvivenza psicologica. In questo senso, la durata di 2 ore e 52 minuti sembra suggerire un equilibrio preciso tra spettacolo e introspezione.

Un viaggio epico che potrebbe fondere mito classico e ossessioni nolaniane

Negli ultimi anni Christopher Nolan ha costruito una filmografia sempre più interessata alla monumentalità narrativa. Da Interstellar a Tenet, passando per Dunkirk e Oppenheimer, il regista ha trasformato il blockbuster contemporaneo in un terreno di sperimentazione filosofica e percettiva. Odissea potrebbe rappresentare il punto d’incontro definitivo tra il cinema epico tradizionale e il linguaggio frammentato che Nolan ha affinato negli ultimi quindici anni.

La scelta di adattare l’opera di Omero arriva in un momento particolare della sua carriera. Dopo aver raccontato la creazione della bomba atomica e il peso morale della conoscenza scientifica in Oppenheimer, Nolan torna a confrontarsi con un protagonista costretto ad attraversare mondi ostili per ritrovare sé stesso. Ulisse, in questo senso, sembra perfettamente compatibile con l’universo tematico del regista: un uomo brillante, ossessionato dal ritorno, perseguitato dalle conseguenze delle proprie azioni e intrappolato in un viaggio che è insieme fisico e mentale.

La durata di quasi tre ore potrebbe inoltre permettere al film di mantenere intatti alcuni dei passaggi più iconici del poema. È difficile immaginare un adattamento senza Polifemo, Circe, le Sirene o il viaggio negli Inferi, ma resta da capire quanto Nolan vorrà spingersi verso il fantastico puro. I primi dettagli sulla produzione suggeriscono un approccio estremamente realistico, coerente con la sua poetica cinematografica, anche se il materiale originale apre inevitabilmente le porte a una dimensione mitologica più espansa.

C’è poi un altro elemento centrale: il formato IMAX. Nolan ha già confermato che il film utilizzerà nuove tecnologie di ripresa sviluppate specificamente per questo progetto insieme al direttore della fotografia Hoyte van Hoytema, suo collaboratore storico. Questo significa che Odissea potrebbe essere concepito come un’esperienza immersiva totale, in cui il viaggio di Ulisse diventa anche un viaggio sensoriale per lo spettatore.

La runtime trapelata, infine, rafforza la sensazione che Nolan stia cercando il punto di equilibrio perfetto tra ambizione autoriale e accessibilità commerciale. Con 2 ore e 52 minuti, il film resta enorme, ma evita la soglia psicologica delle tre ore che spesso limita il numero di proiezioni giornaliere nei cinema. Una scelta strategica, soprattutto per un progetto destinato a dominare il box office mondiale dell’estate.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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