Da Na Hong-jin, regista di The Chaser e The Wailing, ci si poteva aspettare di tutto. Prima della proiezione al Festival di Cannes, del suo Hope si sapeva soltanto che sarebbe stato ambientato nella zona demilitarizzata tra le due Coree, dove venivano rinvenute delle creature sconosciute. Nessuno, però, poteva mai prevedere che il film presentato in concorso fosse un monster movie nel senso più puro del termine, tanta azione e pochissima o nulla stratificazione, con una pessima CGI e una gestione del ritmo semplicemente in disaccordo con l’incedere e la stratificazione perfetta che aveva caratterizzato The Wailing.
L’invasione aliena che non potete prefigurarvi
L’inserimento di volti americani tra le fila di un cast sudcoreano avrebbe potuto suggerire una scelta ingegnosa da parte di Na Hong-jin, del tipo far loro interpretare le creature aliene che invadono il paesino che dà nome al titolo. In effetti, questo è proprio il ruolo da loro interpretato, non fosse che, al posto di rappresentarli come figure “umane” – guizzo ancora più inquietante, che avrebbe restituito anche i sottotesti razzisti tanto cari al regista – sono mostri a metà tra la grafica vecchio stile del tipo PS2 e avatar – tra enormi virgolette – prelevati dalla filmografia di James Cameron.
Un’idea di cinema che potrebbe conquistare spiazzando
Come al solito, i poliziotti sono figure per nulla risolutive, burlesche che, nella totale impreparazione in cui si ritrovano di fronte a un fenomeno cosmico, devono improvvisare e atteggiarsi quasi a eroi hollywoodiani. Se il percorso di trama avesse seguito altre rotte, indubbiamente sarebbe stata una critica sociale interessante, ma tutto crolla di fronte a un rovente passo action che non lascia spazio ad alcun tipo di approfondimento.
Perfetto come visione di mezzanotte, Hope è la scelta “shock” del concorso di Cannes, una follia aliena irrefrenabile che non è di certo ciò che ci aspettavamo di vedere, ma potrebbe conquistare spiazzando.
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Perfetto come visione di mezzanotte, Hope è la scelta “shock” del concorso di Cannes, una follia aliena irrefrenabile che non è di certo ciò che ci aspettavamo di vedere, ma potrebbe conquistare spiazzando.

