Il nuovo film bellico con Brendan Fraser sta iniziando a conquistare la critica internazionale. Pressure, thriller storico ambientato nelle ore precedenti allo sbarco in Normandia, ha infatti debuttato su Rotten Tomatoes con un punteggio dell’83% basato sulle prime recensioni pubblicate prima dell’uscita nelle sale prevista per il 29 maggio.
Diretto da Anthony Maras, il film racconta una delle decisioni più delicate della Seconda Guerra Mondiale: il momento in cui il meteorologo James Stagg convinse il generale Dwight D. Eisenhower a posticipare il D-Day dal 5 al 6 giugno 1944 a causa delle condizioni meteo estreme. Una scelta che avrebbe cambiato il corso della guerra e salvato migliaia di vite. Fraser interpreta Eisenhower, mentre Andrew Scott veste i panni di Stagg.
Le prime recensioni stanno elogiando soprattutto le interpretazioni dei due protagonisti e la capacità del film di trasformare un racconto apparentemente statico — fatto di mappe, strategie e previsioni meteorologiche — in un thriller ad alta tensione. ScreenRant ha definito magnetica la coppia Fraser-Scott, mentre IGN ha sottolineato come il film riesca a rendere estremamente coinvolgente una vicenda storica poco conosciuta dal grande pubblico.
Pressure conferma la nuova fase della carriera di Brendan Fraser dopo il ritorno con The Whale
Il successo iniziale di Pressure è particolarmente interessante perché conferma il momento estremamente positivo che sta vivendo Brendan Fraser dopo il ritorno al centro di Hollywood grazie a The Whale. Negli ultimi anni l’attore ha infatti costruito una filmografia molto più varia e ambiziosa rispetto al passato, alternando drammi intimisti, thriller, commedie e grandi produzioni storiche.
Ed è proprio questo che rende Pressure diverso dal classico film bellico contemporaneo. Il film non punta tanto sullo spettacolo della guerra quanto sul peso psicologico delle decisioni prese lontano dal campo di battaglia. La tensione nasce infatti dalla responsabilità morale di Eisenhower e Stagg, chiamati a scegliere il momento esatto che avrebbe determinato il destino dell’invasione alleata.
Molte recensioni stanno infatti sottolineando proprio questo aspetto: Pressure funziona soprattutto come thriller della responsabilità. Brendan Fraser viene descritto come un Eisenhower tormentato dalla paura di un disastro imminente, mentre Andrew Scott sembra essere il vero centro emotivo del racconto grazie a un’interpretazione molto intensa e contenuta.
Il film continua inoltre la recente tendenza del cinema bellico contemporaneo a concentrarsi meno sull’azione e più sulle conseguenze umane, politiche e psicologiche delle grandi decisioni storiche. In questo senso Pressure sembra avvicinarsi più a film come Darkest Hour o Oppenheimer che ai tradizionali war movie spettacolari.
E il fatto che il pubblico stia reagendo positivamente già dalle prime recensioni potrebbe essere un segnale importante anche per Fraser stesso. Dopo anni difficili e il clamoroso ritorno con l’Oscar per The Whale, l’attore sembra infatti aver trovato una nuova identità artistica molto più solida e credibile rispetto alla fase blockbuster che aveva definito gran parte della sua carriera negli anni 2000.

