Remain, M. Night Shyamalan promette che sarà il suo film migliore

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M. Night Shyamalan torna a giocare con il thriller soprannaturale e, stavolta, lo fa con un entusiasmo raro persino per lui. Durante la presentazione Upfront di Warner Bros. Discovery, il regista ha parlato di Remain, il suo prossimo film con Jake Gyllenhaal e Phoebe Dynevor, definendolo il progetto che ha ottenuto “i test più alti” dell’intera sua filmografia. Una dichiarazione importante per un autore che ha costruito la propria carriera su titoli come Il sesto senso, The Village e Signs, e che negli ultimi anni ha alternato successi di culto a opere più divisive.

Secondo quanto riportato durante l’evento, Remain nascerà come thriller romantico soprannaturale sviluppato insieme allo scrittore Nicholas Sparks. Shyamalan ha spiegato che il progetto è nato partendo da paure emotive profonde, con l’obiettivo di fondere tensione psicologica e dimensione sentimentale. Il regista ha inoltre confermato che il film è già in fase di post-produzione e ha dichiarato di sperare che il pubblico “riesca a connettersi sia con gli elementi romantici della storia sia con il senso di inquietudine che continua ad accompagnarla”.

Il progetto segna dunque un nuovo cambio di rotta nella carriera recente del filmmaker. Dopo esperimenti più contenuti e claustrofobici come Bussano alla porta e Old, Shyamalan sembra voler tornare a un cinema più emotivo e ambizioso, vicino alle atmosfere che avevano reso Il sesto senso un fenomeno culturale mondiale. Il coinvolgimento di Sparks suggerisce inoltre un approccio più melodrammatico del solito, ma senza rinunciare alla costruzione della suspense e ai celebri colpi di scena che definiscono il suo stile.

Remain potrebbe riportare Shyamalan al centro del thriller mainstream

L’aspetto più interessante di Remain è proprio il modo in cui sembra unire due anime narrative apparentemente lontane. Da una parte c’è il cinema di Shyamalan, fatto di presagi, dettagli nascosti e tensione metafisica; dall’altra la sensibilità romantica di Nicholas Sparks, autore da sempre legato a storie sentimentali malinconiche e tragiche. Il risultato potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto diverso dai classici horror moderni: un thriller emotivo costruito più sull’angoscia psicologica che sullo spavento immediato.

Il paragone inevitabile resta Il sesto senso, ancora oggi considerato il punto più alto della carriera del regista. Quel film funzionava non solo per il twist finale, ma per la capacità di disseminare indizi invisibili lungo tutta la narrazione. Lo stesso Shyamalan, negli anni, ha spiegato come il personaggio interpretato da Bruce Willis fosse costruito attraverso segnali sottilissimi: nessuno, a parte Cole, parlava realmente con lui o ne riconosceva apertamente la presenza. È proprio questo tipo di scrittura stratificata che i fan sperano di ritrovare in Remain.

La presenza di Jake Gyllenhaal come protagonista rafforza ulteriormente le aspettative. L’attore ha spesso dimostrato di funzionare al meglio in storie psicologiche ambigue e disturbanti, da Nightcrawler a Prisoners. Se Shyamalan riuscirà davvero a fondere tensione soprannaturale, dramma romantico e costruzione simbolica, Remain potrebbe diventare uno dei thriller più discussi del 2027, oltre che il vero banco di prova per capire se il regista sia pronto a vivere una nuova grande stagione autoriale.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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