Supergirl: la sceneggiatrice spiega il finale e i grandi cambiamenti rispetto al fumetto Woman of Tomorrow

Attenzione: seguono spoiler su Supergirl.

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Il finale di Supergirl, nuovo film del DC Universe diretto da Craig Gillespie e interpretato da Milly Alcock, ha sorpreso molti fan soprattutto per le differenze rispetto al celebre fumetto Supergirl: Woman of Tomorrow di Tom King e Bilquis Evely. Ora la sceneggiatrice Ana Nogueira ha spiegato perché ha deciso di modificare alcuni degli elementi più importanti dell’opera originale, compreso l’epilogo della storia.

In un’intervista rilasciata a Entertainment Weekly, Nogueira ha raccontato che il suo obiettivo principale era costruire una Kara Zor-El capace di affermarsi come protagonista autonoma all’interno del nuovo DC Universe. Pur mantenendo la struttura narrativa del fumetto, la sceneggiatrice ha preferito realizzare una storia maggiormente incentrata sul percorso umano della protagonista, riducendo l’enfasi sull’epica cosmica presente nell’opera di Tom King e avvicinandosi invece all’immaginario dei grandi western, in particolare Il Grinta (True Grit).

La stessa Nogueira ha spiegato che anche la propria esperienza personale come madre ha influenzato la scrittura del film. Pur non essendo autobiografica, la storia di Kara affronta temi come responsabilità, crescita e protezione degli altri, aspetti che la sceneggiatrice ha dichiarato di aver sentito ancora più vicini dopo la nascita della figlia.

Perché il finale di Supergirl cambia rispetto al fumetto e cosa significa per il nuovo DC Universe

Milly alcock in volo come Supergirl

La modifica più significativa riguarda il confronto finale con Krem delle Colline Gialle, interpretato nel film da Matthias Schoenaerts. Nel fumetto originale è Ruthye a vendicarsi molti anni dopo, uccidendo Krem soltanto quando ormai è diventato un uomo anziano e profondamente pentito delle proprie azioni. Nel film, invece, è Kara a prendere direttamente quella decisione durante lo scontro conclusivo.

Secondo Ana Nogueira, questa scelta era prevista fin dalle prime versioni della sceneggiatura. Affidare il momento decisivo alla protagonista permette infatti di completarne il percorso di crescita, mostrando una Supergirl costretta ad affrontare personalmente le conseguenze delle proprie scelte anziché lasciare che siano altri personaggi a risolvere il conflitto. È un cambiamento che ridefinisce il significato del finale e contribuisce a costruire la versione cinematografica di Kara destinata ad avere un ruolo stabile nel DC Universe di James Gunn.

Anche il personaggio di Krem è stato profondamente rivisitato. Oltre al nuovo design ispirato a Mad Max: Fury Road, il film modifica radicalmente il suo passato: non è più soltanto un pirata spaziale come nel fumetto, ma il capo dei Brigands, una banda che rapisce giovani donne da diversi pianeti per trasformarle nelle proprie “spose”, rendendo così il personaggio ancora più brutale e spietato.

Questi cambiamenti mostrano chiaramente la filosofia adottata dall’adattamento: rispettare lo spirito di Woman of Tomorrow, ma costruire una storia che funzioni soprattutto come introduzione della nuova Supergirl all’interno del DC Universe cinematografico. Più che una trasposizione fedele, il film sceglie quindi di reinterpretare il materiale originale per definire con maggiore precisione l’identità della Kara Zor-El interpretata da Milly Alcock, destinata a tornare anche nei prossimi capitoli della saga.

Redazione
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