Supergirl, spiegazione del finale: cosa ci dice la scelta di Kara Zor-El in merito al suo futuro nel DCU

ATTENZIONE - seguono spoiler sul finale di Supergirl.

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Dopo il cameo in Superman, Supergirl porta finalmente Milly Alcock al centro del nuovo DC Universe di James Gunn, raccontando una versione di Kara Zor-El molto diversa da quella vista finora sul grande schermo. Più dura, più cinica e profondamente segnata dalla distruzione di Krypton, questa Supergirl intraprende un viaggio che la porterà a ritrovare uno scopo e a scegliere, per la prima volta, la Terra come possibile casa.

Il finale del film non chiude soltanto la sua avventura con Krypto e Ruthye, ma getta anche le basi per il futuro dell’intero DCU.

Kara sceglie finalmente di tornare sulla Terra

Milly Alcock come Kara Zor in SupergirlPer gran parte del film Kara evita di stabilirsi sulla Terra, preferendo vagare nello spazio nel tentativo di sfuggire al dolore provocato dalla perdita di Krypton. A differenza di Clark Kent, cresciuto come essere umano e profondamente legato ai valori della famiglia Kent, Kara ha vissuto direttamente la civiltà kryptoniana e ha assistito alla sua distruzione. Il trauma l’ha trasformata in una persona incapace di sentirsi davvero a casa ovunque.

L’avventura vissuta insieme a Ruthye e il salvataggio di Krypto cambiano però la sua prospettiva. Aiutare gli altri le permette di ritrovare uno scopo e di comprendere che non può continuare a fuggire dal proprio passato. Per questo il film si conclude con Kara che decide di tornare sulla Terra e dare finalmente una possibilità al mondo adottivo di suo cugino Superman.

Perché Supergirl uccide Krem

Milly Alcock e Matthias Schoenaerts in Supergirl
Milly Alcock e Matthias Schoenaerts in Supergirl. Foto di Warner Bros. Pictures ©

Il momento più discusso del finale riguarda sicuramente il destino di Krem. Durante tutto il film Kara cerca di convincere Ruthye a non lasciarsi consumare dalla vendetta. La ragazza vuole uccidere l’assassino della propria famiglia, ma Supergirl insiste perché non attraversi quel confine. Quando Ruthye decide di risparmiare Krem, però, è Kara stessa a eliminarlo pochi istanti dopo. Non si tratta di una contraddizione, ma di una precisa caratterizzazione del personaggio.

Questa Supergirl non condivide il codice morale assoluto di Superman. Cresciuta su Krypton e non sulla Terra, considera la forza letale un’opzione estrema ma legittima quando serve a impedire che un criminale continui a fare del male. Allo stesso tempo vuole evitare che Ruthye debba convivere per tutta la vita con il peso psicologico di aver tolto una vita. Kara sceglie quindi di caricarsi personalmente di quella responsabilità. È una decisione che evidenzia la principale differenza tra i due cugini kryptoniani e promette di creare interessanti conflitti morali nei futuri film del DCU.

Che fine fa Lobo

Jason Momoa Lobo SupergirlTra le sorprese del film c’è anche il debutto di Lobo, interpretato da Jason Momoa. Il celebre cacciatore di taglie cosmico incrocia il cammino di Kara perché impegnato in una missione personale che finisce per intrecciarsi con quella della protagonista.

Nel finale, dopo la morte di Krem, Lobo riprende semplicemente il proprio viaggio nello spazio. Non viene sconfitto né arrestato e il film lascia chiaramente aperta la porta a un suo ritorno. La sua presenza amplia inoltre il lato cosmico del nuovo DC Universe e suggerisce che potrà comparire in progetti dedicati alle Lanterne Verdi, a Superman o ad altri personaggi spaziali.

Il vero significato del finale

SupergirlPiù che un classico film di supereroi, Supergirl racconta un percorso di elaborazione del trauma. Sia Kara sia Ruthye hanno perso tutto a causa della violenza e trascorrono buona parte della storia cercando un modo per convivere con quel dolore. La differenza sta nel modo in cui scelgono di reagire. Ruthye rinuncia alla vendetta, dimostrando di non voler permettere che l’odio definisca la propria vita.

Kara, invece, comprende che il suo ruolo non è dimenticare Krypton, ma usare quella sofferenza per proteggere chi rischia di vivere tragedie simili. Il messaggio del film è che il dolore non può essere cancellato, ma può trasformarsi nella forza che spinge ad aiutare gli altri.

Come il finale prepara il futuro del DC Universe

Milly Alcock in Supergirl
Milly Alcock in Supergirl. Foto di Warner Bros. Pictures ©

L’ultima scena lascia intendere che Kara sarà molto più presente nei prossimi capitoli del DC Universe. Il suo ritorno sulla Terra apre infatti diverse possibilità narrative: potrà combattere al fianco di Superman nelle future minacce globali; potrebbe entrare a far parte di una futura Justice League o della Justice Gang; la sua esperienza nello spazio la rende anche una candidata ideale per le storie più cosmiche del DCU. 

Allo stesso tempo rimane una sostanziale differenza rispetto a Clark Kent: Kara è disposta a uccidere quando ritiene che sia necessario. Questa diversa visione dell’eroismo potrebbe diventare uno dei conflitti più interessanti del nuovo universo cinematografico DC, mettendo a confronto due kryptoniani uniti dagli stessi ideali di protezione ma profondamente diversi nel modo di applicarli. Il finale di Supergirl, quindi, non rappresenta soltanto la conclusione del viaggio personale di Kara Zor-El, ma anche il primo passo verso un ruolo centrale all’interno del futuro del DC Universe.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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