Il DC Universe si prepara a ripartire con Supergirl, ormai nelle fasi finali di post-produzione, segnando il ritorno di Kara Zor-El dopo il debutto di Milly Alcock in Superman. La notizia conta perché il film rappresenta uno snodo cruciale per il Capitolo 1 “Dei e Mostri”, destinato a ridefinire il peso narrativo della Supergirl all’interno del nuovo universo condiviso DC.
Il regista Craig Gillespie ha confermato che il progetto è ormai al traguardo: “Mi sento davvero molto bene al riguardo. Sono entusiasta che tutti possano vederlo. Siamo nelle fasi finali, stiamo completando tutti gli effetti e questa settimana facciamo il mix finale. Siamo praticamente al traguardo e non vedo l’ora che il pubblico lo scopra”. Nessuna anticipazione, invece, su una possibile scena post-credit.
Il film, scritto da Ana Nogueira e tratto dalla run di Tom King e Bilquis Evely, avrà però una durata leggermente inferiore rispetto a Superman, mantenendo però una struttura compatta e focalizzata. Il primo film del DCU, uscito in sala a luglio 2025, aveva infatti una durata di 2 ore e 10 minuti. Supergirl, invece, sembra durerà circa venti minuti in meno, stabilendosi dunque intorno all’ora e cinquanta minuti.
Lobo, Kara e il futuro kryptoniano: come il film ridefinisce gli equilibri del DCU
Il dato più interessante, però, è l’introduzione di Lobo interpretato da Jason Momoa, una deviazione significativa rispetto al materiale originale. Questo indica chiaramente che il DCU non intende limitarsi ad adattamenti fedeli, ma punta a contaminare le linee narrative per costruire connessioni più ampie. In altre parole, Supergirl non sarà solo un racconto autonomo, ma un tassello strategico nella costruzione dell’universo condiviso.
L’inserimento di Lobo è un segnale preciso: il DCU sta accelerando sull’integrazione di personaggi cosmici e anti-eroi già nelle fasi iniziali. Nel fumetto originale, la storia di Kara è un viaggio intimo e malinconico, quasi un western spaziale; l’aggiunta del cacciatore di taglie più estremo della galassia suggerisce invece un’espansione tonale verso un registro più spettacolare e interconnesso.
Questo cambiamento apre a diverse possibilità narrative. Da un lato, Kara potrebbe diventare il punto di accesso privilegiato per l’esplorazione del lato cosmico del DCU, anticipando dinamiche che potrebbero intrecciarsi con altri progetti come Clayface o il futuro Man of Tomorrow. Dall’altro, la presenza di Lobo introduce un elemento di caos che potrebbe mettere alla prova l’identità morale della protagonista, differenziandola ulteriormente da Superman.
Non è un dettaglio secondario: mentre Clark Kent incarna la speranza, Kara è spesso rappresentata come una figura più traumatizzata e irrisolta. Se il film riuscirà a mantenere questa complessità emotiva pur inserendola in un contesto più ampio, Supergirl potrebbe emergere come uno dei pilastri narrativi più interessanti dell’intero DCU. E, considerando che James Gunn sta già costruendo i collegamenti tra i vari progetti, è plausibile che il ritorno di Kara avvenga molto prima del previsto, forse già nel prossimo capitolo condiviso.
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