Verity: dal CinemaCon il primo sguardo al thriller con Dakota Johnson e Anne Hathaway

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Il primo filmato di Verity, adattamento del romanzo bestseller di Colleen Hoover, è stato presentato al CinemaCon 2026 da Amazon, rivelando un thriller molto più oscuro e disturbante del previsto. Il film, diretto da Michael Showalter, vede Dakota Johnson nei panni della scrittrice Lowen Ashleigh, incaricata di completare la saga della celebre autrice Verity Crawford, interpretata da Anne Hathaway.

Il materiale mostrato a Las Vegas approfondisce la dinamica centrale: Lowen entra nella casa dei Crawford per lavorare al manoscritto, ma si trova subito immersa in un ambiente ambivalente e inquietante. Jeremy, interpretato da Josh Hartnett, appare sfuggente e incapace di chiarire la reale condizione della moglie, mentre la narrazione alterna presente e passato attraverso l’autobiografia di Verity, rivelando un rapporto matrimoniale segnato da tensioni e ambiguità crescenti. La fonte è il panel ufficiale Amazon al CinemaCon, dove è stato proiettato il primo trailer esteso del film.

La lettura più interessante di questo primo sguardo riguarda il ribaltamento delle aspettative: Verity non sembra voler essere un semplice thriller romantico, ma un vero e proprio dispositivo di paranoia domestica. L’idea che la verità sia continuamente instabile — tra malattia simulata, segreti familiari e manipolazione narrativa — suggerisce un film costruito sul dubbio più che sulla rivelazione, con un uso esplicito del punto di vista come arma drammatica.

Una casa, tre verità: il thriller psicologico che riscrive Colleen Hoover al cinema

Il cuore del film si concentra su un triangolo narrativo instabile: Lowen, la giovane scrittrice intrappolata nel processo creativo; Verity, icona letteraria apparentemente ridotta all’immobilità; e Jeremy, figura intermedia sospesa tra cura e sospetto. Il materiale mostrato al CinemaCon evidenzia come la casa dei Crawford diventi un sistema chiuso, quasi teatrale, dove ogni gesto è potenzialmente una manipolazione.

Un elemento chiave del footage è la progressiva erosione della fiducia: piccoli dettagli inquietanti, la presenza di una figura esterna e soprattutto il possibile risveglio di Verity suggeriscono che la verità non sia mai unica. Il momento in cui la donna sembra reagire fisicamente — culminando nell’attacco a Lowen — introduce una svolta brutale che rompe definitivamente l’equilibrio tra realtà e percezione.

Dal punto di vista narrativo, l’adattamento sembra voler spingere il materiale originale verso una dimensione più ambigua e cinematograficamente aggressiva. L’eventuale “inaffidabilità” delle versioni dei fatti diventa il motore del film, che potrebbe allontanarsi dal romanzo proprio per enfatizzare il tema centrale: la costruzione della verità come atto instabile e pericoloso.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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