Viggo Mortensen continua ad alimentare il mito dietro le quinte della trilogia de Il Signore degli Anelli. Durante il Motor City Comic Con, lo stuntman ed ex interprete di Sauron Sala Baker ha rivelato che l’attore avrebbe pagato personalmente settimane di spese legali per aiutare il team stunt della saga dopo una controversia economica nata durante la produzione dei film di Peter Jackson.
Secondo Baker, il problema riguardava il mancato riconoscimento di alcune settimane di lavoro svolte dagli stunt performer durante le riprese della trilogia. La squadra fu costretta a rivolgersi a un avvocato, accumulando costi sempre più elevati senza sapere come coprirli. Solo in seguito gli stuntman scoprirono che tutte le spese erano state saldate in segreto da Viggo Mortensen, che avrebbe scelto di non rendere pubblica la vicenda. Baker ha definito l’attore “il tipo di uomo che vorresti davvero come re”, collegando direttamente il gesto alla figura di Aragorn interpretata sullo schermo. La rivelazione si aggiunge alle numerose storie diventate leggendarie attorno all’attore durante la lavorazione della saga, dalle dita rotte durante una scena fino all’adozione dei cavalli usati nei film.
La storia colpisce perché rafforza ulteriormente il legame quasi unico creatosi tra il cast de Il Signore degli Anelli e l’immaginario dei personaggi interpretati. Nel caso di Mortensen, la linea tra Aragorn e la sua figura reale è diventata negli anni sempre più sottile agli occhi dei fan.
Aragorn resta il simbolo umano del mito de Il Signore degli Anelli
Uno dei motivi per cui l’interpretazione di Viggo Mortensen è rimasta così iconica nella cultura pop è proprio la sensazione che l’attore incarnasse realmente lo spirito di Aragorn anche fuori dal set. La nuova testimonianza di Sala Baker rafforza un racconto collettivo costruito nel tempo attorno alla produzione della trilogia: un’esperienza fisicamente durissima ma vissuta come una vera fratellanza artistica.
Le gigantesche sequenze di battaglia — dal Fosso di Helm ai Campi del Pelennor — richiedevano mesi di riprese notturne e condizioni estreme per stunt performer e comparse. Mortensen era costantemente coinvolto in prima linea in quelle scene, e il fatto che abbia deciso di aiutare economicamente il team stunt crea un parallelismo quasi perfetto con il ruolo del leader protettivo che interpretava nei film.
Non è un caso che proprio Aragorn sia rimasto il personaggio emotivamente più rappresentativo della trilogia di Peter Jackson. A differenza di altri eroi fantasy più idealizzati, Aragorn funzionava perché era profondamente umano: stanco, vulnerabile, riluttante al potere ma disposto a sacrificarsi per gli altri. Il comportamento raccontato da Baker sembra aver consolidato questa percezione anche fuori dalla finzione cinematografica.
La notizia arriva inoltre mentre il franchise si prepara a tornare al cinema con The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum, dove un giovane Aragorn sarà interpretato da Jamie Dornan. Ma proprio storie come questa ricordano quanto sarà difficile per qualsiasi nuovo progetto replicare il rapporto emotivo costruito dalla trilogia originale tra cast, personaggi e pubblico.

