The Mandalorian and Grogu: intervista al regista Jon Favreau

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Dopo il successo della serie Disney+, The Mandalorian si prepara al salto sul grande schermo con The Mandalorian and Grogu, il nuovo film diretto da Jon Favreau che promette di espandere ulteriormente l’universo di Star Wars. In una lunga intervista, il regista ha ora raccontato le sfide affrontate nel trasformare una serie amatissima in un’esperienza cinematografica pensata anche per il formato IMAX, tra il desiderio di sorprendere i fan storici e quello di accogliere nuovi spettatori.

Favreau inizia dunque raccontando di come ha reagito alla proposta di realizzare un film legato alla serie The Mandalorian. “Quando abbiamo iniziato a lavorare alla quarta stagione, mi hanno proposto invece di scrivere prima un film dedicato al Mandaloriano e a Grogu”, spiega Favreau. “La cosa in realtà mi spaventava un po’, continuavo pormi domande come “cosa posso raccontare di questi personaggi sul grande schermo?”, “come posso sfruttare il formato IMAX?” e “cosa posso fare che non ho ancora fatto con la serie?”.

Scrivere una quarta stagione presuppone che gli spettatori abbiano visto quelle prime, ma con un film potresti avere a che fare con spettatori che non sanno nulla di questi personaggi. Quindi alla fine abbiamo trovato un compromesso tra una continuazione degli eventi della serie e una storia del tutto nuova. E questo ci ha convinti”.

L’IMAX si è rivelata una grandissima opportunità. – aggiunge il regista – Ci ha permesso di dar vita ad un’esperienza immersiva altrimenti impossibile da ottenere sul piccolo schermo. Abbiamo potuto arricchire di molto gli scenari, le inquadrature, sapendo di poter dare ad ogni cosa il giusto risalto. Certo, questo film si potrà in seguito vedere anche a casa, ma vederlo in una sala sarà un’esperienza non replicabile. È stato concepito per rendere al meglio su quel formato di schermo.

Pedro Pascal in The Mandalorian & Grogu

The Mandalorian and Grogu tra tradizione e innovazione

Il film è poi stato descritto come un’avventura concepita per raggiungere i fan di vecchia data e allo stesso tempo accoglierne nuovi arrivati. “Diciamo che abbiamo affrontato una sfida simile con il primo episodio della prima stagione. – spiega Favreau – The Mandalorian è stata la prima serie di Star Wars e aveva proprio l’obiettivo di portare sul piccolo schermo i fan storici e allo stesso di avvicinare nuovi fan, in attesa di far fare loro il salto verso il grande schermo”.

Per The Mandalorian and Grogu abbiamo invece gestito i nostri dubbi ispirandoci a quanto fatto da George Lucas. Quando lui ha realizzato Una nuova speranza, ha portato sullo schermo una storia che si svolge già ad eventi iniziati. Certo, propone la celebre introduzione con la didascalia che scorre ad inizio film, ma poi vieni gettato nel bel mezzo di una guerra tra Impero e ribelli. Eppure piano piano tutto risulta chiaro anche se non hai visto cosa è successo prima. Abbiamo seguito un po’ questo modo di fare, affidandoci sia alla conoscenza pregressa degli eventi di certi fan, sia alla possibilità di accoglierne di nuovi senza che fossero costretti a recuperare ciò che è venuto prima”.

La sfida maggiore, che è però stata anche una grande opportunità, è però stata quella di mostrare sia cose familiari che cose nuove. Abbiamo quindi puntato su moltissimi personaggi inediti, realizzati con CGI o pupazzi animatronici dove possibile, ma anche luoghi nuovi, come l’interno degli AT-AT mai visto prima, fino al palazzo dei cugini Hutt, che richiama però ovviamente quello del più celebre Jabba. Quindi abbiamo bilanciato tra cose che i fan di lunga data possono divertirsi a riconoscere qui, ed altre che invece si spera catturino l’attenzione dei nuovi arrivati”.

Un film sull’essere genitori

Oltre gli aspetti tecnici, questo è un film che parla di paternità, un tema che il regista ha già esplorato in diversi modi attraverso la tua carriera, da Chef – La ricetta perfetta ai suoi lavori nell’MCU, da Il re leone fino a The Mandalorian. “Come regista non sono sempre consapevole di ciò che sto facendo, ma ormai sono al mio decimo film e la paternità inizia ad essere un tema ricorrente.”, spiega Favreau.

Credo sia perché ho sempre avuto un rapporto molto stretto con mio padre, avendo perso mia madre quando ero ancora molto piccolo. Poi sono diventato padre a mia volta e quella è una cosa che ti ridefinisce completamente come persona. Credo quindi che sia questo che mi affascina di più esplorare del personaggio di Din Djarin. D’altronde, le generazioni che guardavano Star Wars da bambini negli anni Settanta e Ottanta oggi sono genitori e quindi penso anche che le nuove storie della saga debbano tenere conto di questo, saper parlare ancora a quelle persone attraverso temi che oggi fanno parte di loro”.

The Mandalorian and Grogu Scorsese
Il personaggio doppiato da Martin Scorsese in The Mandalorian and Grogu

Dirigere Martin Scorsese Sigourney Weaver

Il regista spiega poi di come si è svolta la collaborazione con due grandi icone quali Martin Scorsese e Sigourney Weaver, entrambi presenti nel film. “Martin Scorse è uno dei miei eroi”, spiega Favreau. “Sono cresciuto guardando i suoi film e oggi ne sono indubbiamente influenzato”, racconta Favreau. “Poi ho avuto la fortuna di lavorare per lui come attore in The Wolf of Wall Street, ma il rapporto nel tempo si è limitato a quello di colleghi-amici. Ad un certo punto però è nata l’idea di offrirgli un ruolo vocale nel film”.

Lui è stato incredibilmente generoso, non solo ha doppiato il personaggio ma ci ha anche consentito di riprenderlo mentre lo faceva, così che gli animatori potessero basarsi sulle sue espressioni. Martin ci ha poi detto di essersi divertito molto, di aver gradito la libertà di improvvisazione. Si è poi confermato un grande maestro, mi ha aiutato a non avere nessuna ansia da prestazione nel dover io dirigere lui”.

Per quanto riguarda Sigourney Weaver, sai, i film beneficiano sempre della presenza di grandi star e ce ne sono poche con l’aura che possiede lei. Lei ha partecipato a tanti franchise di successo, da Alien ad Avatar, ed è stata molto felice di unirsi anche a Star Wars. Poi, per un personaggio che ha il compito di impedire che l’Impero possa riformarsi, serviva un’interprete capace di essere spiritosa ma anche di trasmettere la gravità degli eventi e lei si è rivelata perfettamente in grado di gestire questa dualità. In più, mi piace l’idea che nuove generazioni la scoprano con questo film e vadano poi a recuparsi i suoi precedenti capolavori, a partire da Alien”, conclude il regista.

L’appuntamento è dunque dal 20 maggio al cinema con The Mandalorian and Grogu.

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Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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