Applausi e affetto hanno accolto oggi Bernardo Bertolucci alla conferenza stampa del film Io e te, tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammanniti.

Questa mattina è stato presentato fuori concorso a Cannes Io e te del Maestro Bertolucci. Il grande regista torna sulla Croisette un anno dopo aver ricevuto la Palma d’Oro alla Carriera.

“E’ stato un ritorno alla vita”, ha spiegato Bertolucci. “Vivevo da dieci anni con un torpore dal quale mi sono svegliato solo quando ho accettato di essere un ‘diversamente abile’. Nella vita ho imparato che se si lotta contro qualcosa, allora ci sono problemi. Bisogna accettare quello che succede”.

Era il 2003 quando Bertolucci realizzava The Dreamers, il suo ultimo film prima del ritorno al cinema italiano. Era invece il 1972 quando portava sul grande schermo Ultimo tango a Parigi con Marlon Brando e Maria Schneider nei panni della ventenne Jeanne che, nell’ultima pellicola del Maestro, ricorda il personaggio di Olivia, interpretato da Tea Falco. La Falco e Jacopo Olmo Antinori (Lorenzo)  interpretano una coppia di fratelli disadattati: schivo e solitario lui, navigata e con problemi di tossicodipendenza lei. “Jeanne e Olivia sono due personaggi estremamente drammatici e forse c’è qualcosa che torna in tutte le donne che filmo”, ha dichiarato Bertolucci . “In futuro, vorrei che i miei personaggi femminili fossero ragazze un po’ meno disperate.”

“Stare sul set con Bernardo è stata l’esperienza più bella della mia vita, grazie alla sua grande umanità”, spiega la protagonista femminile. “Abbiamo vissuto un momento di malinconia grandiosa. E’ come se avesse tirato fuori di noi dei filamenti e li avesse ricuciti in maniera perfetta.”

“Non ho una grandissima esperienza”, ha aggiunto il giovane Jacopo, “ma posso dire che sul set con Bertolucci si avverte un’energia stranissima e un’armonia straordinaria. Non trovo le parole per dire quali sono state le mie emozioni. Di certo è una cosa unica, di quelle che succedono una volta nella vita.”

Quanto al fatto di non aver più girato in 3D come inizialmente annunciato, Bertolucci ha spiegato: “Mi sono reso conto che non solo sarebbe stato un lavoro molto lungo e faticoso per me, ma che in realtà il film è in 3D pur non essendo girato in 3D”. Con la generosità che lo contraddistingue, Bertolucci ha voluto ricordare tutti i suoi collaboratori, dallo scenografo Jean Rabasse alle musiche di Franco Piersanti, spendendo per ciascuno di loro sincere parole di ammirazione. E con altrettanta ammirazione il regista è stato salutato dai giornalisti al termine della conferenza.

Fonte: Asca