Woody Allen 1

Mentre a Cannes il cielo si fa sempre più minaccioso (“Arriva una tempesta Harry, come l’ultima volta” cit.), la Croisette inizia a riempirsi di star nella giornata inaugurale del Festival. Questa sera toccherà infatti a Woody Allen e al suo cast stellare inaugurare il primo tappeto rosso del sessantanovesimo Festival di Cannes, portando nel Gran Teatro Lumière Café Society, nuova fatica dell’autore di Manhattan prodotta dagli Amazon Studios. Il film, di cui abbiamo già scritto nella nostra recensione a caldo, ha ricevuto una buona accoglienza alla proiezione per la stampa di questa mattina, ci ha riportati negli anni 30, a cavallo fra Los Angeles e New York, due città estremamente diverse fra loro che per il protagonista rappresentano due storie d’amore distinte. Una commedia dai toni leggeri che conosce alla perfezione i suoi limiti, ma che non si tira mai indietro quando ha qualcosa da far raccontare ai suoi personaggi. Personaggi interpretati magnificamente da Kristen Stewart, Jesse Eisenberg, Blake Lively e Corey Stoll, presenti insieme al loro regista sulla Croisette quest’oggi.

 

La Stewart, decisamente acqua e sapone, ha fatto tesoro di un’evidente ricrescita presentandosi con capelli bi-colore, biondo-castano, mentre Blake Lively, che porta in grembo il suo secondo figlio, ha optato per un vestito rosso un po’ anni ’80, con un’elegante fascia abbinata sul collo. Per Woody Allen si tratta del 46esimo film, è ormai un autore instancabile e per nulla impaurito di invecchiare: “Mentalmente mi sento giovanissimo, è sorprendente. Molto probabilmente un giorno mi sveglierò e mi prenderà un attacco, magari mi ritrovo in sedia a rotelle in un secondo. Finché ciò non accade però, continuerò imperterrito a girare film” ha detto in conferenza stampa.

Café society

Il regista newyorchese non è certo nuovo da queste parti, al contrario è passato in Costa Azzurra svariate volte, l’ultima volta appena un anno fa con Irrational Man, ma sempre fuori concorso: “In realtà non credo molto nella competizione artistica. Nello sport ha sicuramente senso, ma l’idea che un gruppo di persone possa decidere quale è il migliore film all’interno di una selezione è abbastanza assurdo. Non si può certo stabilire quale sia migliore fra Picasso o Matisse, hanno realizzato opere così diverse, è questione di gusti. Per alcuni il mio film sarà estremamente divertente, per altri incredibilmente noioso, per me giudicare in modo obiettivo è un’utopia.”

Competizione o no, Cannes è sempre un bel posto in cui stare, anche se quest’anno i già forti controlli di sicurezza sono aumentati a dismisura, visti i recenti fatti di cronaca legati al terrorismo internazionale in Francia: “Se ho paura del terrorismo? Io non faccio testo, personalmente ho paura anche di andare al supermercato” ha detto sempre Allen, con la sua tradizionale ironia.” Café Society si può tranquillamente definire una sorta di commedia corale, poiché sono molteplici i personaggi sulla scena: si va dalla madre cinica al padre disilluso, dal fratello gangster allo zio imprenditore di Hollywood. Fra questi, sulla carta, vi era anche un narratore esterno, ruolo ripreso dallo stesso Woody Allen nel film: “Anche il narratore è un personaggio fondamentale della messa in scena, lui mette ordine, detta i tempi della storia, siccome ho scritto tutto io è stato naturale prendere il ruolo. Inoltre così abbiamo anche risparmiato.”