altL’uomo Fiammifero

Di Marco Chiarini , 2009

Con Francesco Pannofino , Marco Leonzi , Greta Castagna, Tania Innamorati

Trama:

Nell’agosto del 1982, Simone vive da solo col padre, dopo la morte della mamma avvenuta qualche anno prima, in una cascina nelle campagne abruzzesi: il tempo sembrerebbe non passare mai, ma per fortuna l’uomo fiammifero, di cui la madre gli ha sempre parlato, dopo tanto tempo sembra stia per tornare a realizzare i suoi sogni: aiutato dai suoi amici e dalla bella Lorenza, Simone costruirà un mondo fantastico popolato di straordinari personaggi, raccoglierà indizi e segni del passaggio del suo eroe e dovrà lottare contro il terribile Rubino, figlio del proprietario del terreno confinante che vuole dominare tutte le terre emerse e che farebbe di tutto per impedire all’uomo fiammifero di tornare…

Recensione:

altNel panorama desolante che ormai da tempo caratterizza il cinema italiano, un film come L’uomo fiammifero rappresenta quasi un piccolo miracolo; l’opera prima del regista teramano Marco Chiarini, realizzata con pochissimi mezzi solo grazie alla tenacia e alla volontà del suo creatore, ha inevitabilmente sofferto di carente distribuzione nonostante i numerosi riconoscimenti  seguendo il destino di gran parte del cinema indipendente nostrano, ma questo non ha per fortuna impedito grazie a un notevole passaparola di consensi, che la sua poesia e bellezza venissero dimenticate. Nell’affrontare il tema difficile quanto inflazionato dell’elaborazione del lutto la pellicola filtra con dolcezza il dolore attraverso gli occhi di chi era bambino nel 1982, quando la creatività non era ancora frenata dalle tecnologie e la babysitter preferita dai genitori non era la playstation: per impedire che la luce sul volto della madre morta anni prima svanisca nel buio, l’undicenne Simone attende fiducioso l’arrivo dell’uomo fiammifero di cui lei gli aveva sempre raccontato, il mago che accende le stelle e che può tenere viva la fiamma del ricordo.

Le noiose giornate estive nella campagna abruzzese si trasformano così in una avventurosa caccia al tesoro , dove amici e conoscenti sono dotati di straordinari poteri: Dina Lampa, la bambina che per l’emozione scompare a intermittenza, Ocram, che parla al contrario e sa far apparire un cono alla fragola dalla bocca, Giulio Buio, che per paura di farsi fotografare vive sempre nell’ombra e ovviamente il perfido Rubino, figlio del proprietario del terreno confinante, “dominatore di tutte le terre emerse”; malinconici e bellissimi sono anche lo Zio Disco, nuovo Mastro Geppetto che parla con una voce sempre diversa attraverso il mangiadischi in una bottega dove i giocattoli si animano, l’uomo che rende fino il sale per farti rivivere un momento felice della vita solo con le sue grandi mani d’argento e infine Lorenza, la bella dagli occhi verdi, cugina del nemico, che fa battere il cuore per la prima volta di sentimenti nuovi che non si riescono a rivelare. Un mondo immaginario (che per certi versi ricorda le atmosfere dell’americano Un ponte per Terabithia di Katherine Paterson) ma che si espande in tutte le dimensioni sulla carta col tratto delicato di una matita, nei disegni di una mano infantile dalla creatività senza confini dove i maialini possono volare e le lucciole illuminare il cammino, finché il gallo che scaccia via la notte non si mette a cantare riportandoci a quella realtà da cui avevamo tanto pregato di fuggire. L’incanto sembra svanito quando il ragazzino brucia i suoi giocattoli e dice addio al sogno irrealizzabile di vedere il suo eroe e tenere così stretta l’immagine della madre, finché alla finestra inaspettatamente ecco comparire la fiammella tanto attesa : eppure, lui sceglie di non vedere e continuare a dormire, forse perché a volte è sufficiente che il sogno resti tale, un rifugio dove poter correre quando tutto va in pezzi, fuori dalla logica e dalle realtà come le fantasie dei più piccoli.

altGirato con attori non professionisti che trovano nella loro stessa spontaneità il cuore di personaggi comuni persi nel tempo , il film si fregia però della presenza di Francesco Pannofino che si dimostra sempre di più un attore capace oltre che un grande doppiatore, nel ruolo del padre vedovo e disorganizzato di Simone: duro e severo ma allo stesso tempo complice e dal cuore d’oro, alla fine  è proprio a lui che si mostra il grande uomo fiammifero, restituendogli la fede e la speranza perduta dopo la morte della moglie e soprattutto, la fiducia in suo figlio. Un film insolito, fresco e di grande semplicità, per chi non vuole o non vorrebbe mai crescere, per chi ha cercato e cerca ancora in segreto, tracce nell’uomo fiammifero e dei personaggi più incredibili che abitano l’infanzia, per chi è cresciuto anche troppo e si è smarrito nella quotidianità di un mondo frenetico e avrebbe solo bisogno di fermarsi un momento, a guardare fuori dalla finestra, per ricordarsi del  bambino che dentro di noi, anche se a volte pensiamo di non riuscire più a sentirlo, dorme e fa ancora sogni meravigliosi.

 
Articolo precedenteNessuno mi può giudicare: recensione del film con Paola Cortellesi
Articolo successivoThe life of David Gale
Nata a Palermo nel 1986 , a 13 anni scrive la sua prima recensione per il cineforum di classe su "tempi moderni": da quel giorno è sempre stata affetta da cinefilia inguaribile . Divora soprattutto film in costume e period drama ma può amare incondizionatamente una pellicola qualunque sia il genere . Studentessa di giurisprudenza , sogna una tesi su “ il verdetto “ di Sidney Lumet e si divide quotidianamente fra il mondo giuridico e quello cinematografico , al quale dedica pensieri e parole nel suo blog personale (http://firstimpressions86.blogspot.com/); dopo alcune collaborazioni e una pubblicazione su “ciak” con una recensione sul mitico “inception” , inizia la sua collaborazione con Cinefilos e guarda con fiducia a un futuro tutto da scrivere .