Blob - Fluido mortale

Blob – Fluido mortale è il film cult del 1958 diretto da Irvin Yeaworth e con protagonisti sono Cast: Steve McQueen (Steve), Aneta Corsaut (Jane), Earl Rowe (Tenente Dave), Alden Chase (Dottor Allen), John Benson (Agente Bert), James Bonnett (Mooch Miller), Robert Fields (Tony Gressette).

Blob – Fluido mortale, la trama: Mentre scorre una tranquilla e tiepida nottata americana da innamorati e stelle cadenti, piove dal cielo una specie di grande uovo. Un anziano contadino lo schiude, scoprendovi una palla di melma scura: e ha l’onore di diventarne la prima vittima.

La viscida entità, partendo dalla mano con cui è stata curiosamente toccata, si impossessa dell’intero sventurato, avvolgendolo e fagocitandolo. Stessa sorte tocca al dottore e all’infermiera  che al vecchio provano a fornire aiuto. E per ogni vittima che miete e assimila, Blob cresce, rendendosi minaccia sempre più temibile per il tranquillo scorcio di provincia USA che ha avuto in sorte di battezzarne le gesta terrestri, e che alla creatura dovrà pagare un sostanzioso tributo in vite umane.

A fronteggiare la minaccia c’è innanzitutto Steve Andrews (Steve McQueen), intrepido giovanotto, aiutato dalla sua bella, Jane (Aneta Corsaut), e dal comprensivo tenente Dave (Earl Rowe). E Blob, alla fine, sgominato a colpi di gelo, sarà scaraventato da un aereo militare nell’Artide per non nuocere più a nessuno. Anche se il punto di domanda che chiude il film lascia le porte aperte a una rivincita del fluido…

Blob – Fluido mortale, analisi

Film più noto tra i pochi realizzati da Irvin Yeaworth (1926-2004), Blob – Fluido mortale merita di essere conosciuto e apprezzato per intero: un peccato contentarsi dei gustosi inserti nell’omonimo e storico programma di Rai Tre, ispirato a questo cult dell’horror. Un film raffinato, che muove personaggi dalle psicologie lavorate (giustamente) appena in superficie in una provincia americana che è un colorato e artigianale teatrino. La paura (moderata: si parla di oltre 50 anni fa) è costruita con maestria nel primo quarto d’ora, quando, già atterrato il fluido mortale, il film dondola lo spettatore tra le schermaglie molto fifties  – occhiate alla bella Jane, sfide motoristiche e beffe alla polizia – che vedono impegnati il protagonista e un gruppetto di blandi bulletti che, fattasi più concreta (e corpulenta) la minaccia di trasformeranno in altrettanto blandi aiutanti.

Il mostro in sé non desta timore; anzi, qualche sorriso, così alla buona, modellato con effetti speciali estremamente grezzi. Un rinforzo all’orrore lo dà con prontezza la colonna sonora, capace di sottolineare con interventi gravi e taglienti il precipitare delle cose. E l’audio fa il suo dovere anche nell’aprire il film con un brano da party – preparando spettatore e personaggi a una festa della paura – e nel chiuderlo con note rassicuranti sulle immagini dell’Artide, tomba del mostro. Peccato che il punto di domanda che cala dalle impalpabile e sacre altitudini del racconto sbugiardi i segni di quiete e gloria che provengono sia dalla colonna sonora (pur con qualche venatura), sia dalle immagini.

Blob – Fluido mortale è un film da recuperare e rispettare. Un lavoro al contempo semplice e ben cesellato, fluido quanto la brutale creatura che gli dà il titolo.