Inkheart - La leggenda di cuore d'inchiostro

Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro è il film del 2009 di Iain Softley con protagonisti Brendan Fraser (Mortimer “Mo” Folchart); Andy Serkis (Capricorno); Eliza Bennett (Maggy); Paul Bettany (Dita di Polvere); Helen Mirren (Elinoir); Sienna Guilloty (Theresa “Resa”); Jamie Foreman (Basta); Jim Broadbent (Fenoglio); Rafi Gavron (Farid) e Jennifer Connelly (Roxane).

Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro, la trama: Mortimer, un appassionato rilegatore di libri antichi, è da tempo alla ricerca di Inkheart, un libro letto molti anni prima per l’ultima volta alla piccola Meggie, sua figlia, insieme alla moglie Resa. Purtroppo in quell’occasione Mo scopre il suo incredibile dono; lui è una lingua di fata capace di animare l’inchiostro di ogni libro si trovi a leggere a voce alta.

La scoperta ebbe pero conseguenze drammatiche perché quella sera la moglie Resa fu intrappolata nel libro. Inizia così la disperata ricerca dell’ultima copia del libro rimasta ancora in circolazione, con la quale Mortimer spera di riportare nel suo mondo la moglie, resa prigioniera del perfido Capricorno, intento quest’ultimo a creare un grande regno con l’aiuto del malvagio Ombra.

Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro, l’analisi

E’ il fantastico mondo dei libri. Vivere una realtà altra diversa dalla nostra, sradicarsi completamente da ogni connotato che possa offuscare la nostra immaginazione e lasciarci liberi di viaggiare con la mente in quelle terre e in quelle epoche in cui aleggia sempre quel non so che di illusorio, ma allo stesso tempo incredibilmente realistico; un’alienazione mentale attraverso la quale si è in grado di sconfinare oltre ogni tempo, oltre ogni spazio conosciuto.

Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro si colloca proprio in questo scenario, noto già con La storia infinita di Wolfgang Petersen.

Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro, tratto dall’omonimo romanzo di Cornelia Funke, vede come protagonista Brendan Fraser, oramai perfettamente calatosi nelle vesti dell’eroe alla scoperta di verità millenarie e di tesori oltreoceano, il cui ruolo è stato fortemente preteso dall’autrice, entusiasta di una riproduzione cinematografica del suo libro. Purtroppo il riscontro dei botteghini non ha sortito il medesimo entusiasmo da parte del pubblico, tanto da costringere un dietro front da parte della New Line Cinema per la produzione dei due sequel Inkspell e Inkdeath. Nonostante il tema di fondo sia assolutamente lodevole, sebbene confinato a pochi strascichi rammentati superficialmente durante il film, la pellicola non soddisfa le aspettative del box office, relegandolo ad un pubblico meno esigente e decisamente meno influente.

Inkheart - La leggenda di cuore d'inchiostro

Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro si confonde così tra gli esperimenti di coloro che confidando nel successo del romanzo, cercano di eguagliarsi in meriti e in riscontri economici attraverso una riproduzione affrettata e banale, avallandosi di straordinari effetti speciali che soli non bastano però a conferire la giusta qualità dalla quale dipende il successo della pellicola.

Diversamente dalla Storia infinita, con Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro si diventa non solo protagonisti della storia, ma autori della stessa, in grado di dispiegare a proprio piacimento le dinamiche del racconto. Queste, almeno, sono le intenzioni che trapelano dalla pellicola, la volontà di  promuovere un coinvolgimento non solo passivo, limitato alla partecipazione degli eventi, ma rendersi ideatori di ciò che si vive sfogliando di volta in volta le pagine di un libro.

La grande magia della lettura è ben ribadita da Helen Mirren, l’eccentrica zia di Meggie, già a pochi minuti dall’inizio del film, quando, rivolgendosi alla nipote, racconta affascinata delle sue avventure vissute nei più lontani paesi e nei tempi più remoti, in quella grande sala, colma solo di migliaia di libri, il suo vero ed unico tesoro di tanta ricchezza palesata. Il modo marcato con il quale il regista Iain Softley decide di svelare la reale ratio del film a pochi minuti dall’inizio, fa pensare ad un rimedio veloce e indispensabile che possa ovviare a delle carenze narrative, durante le quali, senza una opportuna e preventiva premessa, sarebbe effettivamente difficile carpirne il vero messaggio.

C’è comunque di vero in tutto questo che i libri amano chiunque li apra.