Arriverà nelle sale cinematografiche ad ottobre il documentario incentrato sulla biografia della giovane attivista pakistana Malala Yousafzai, che si è battuta per la libertà della donna ed il suo diritto a ricevere un’istruzione.

 

He named me Malala è il titolo che assumerà l’opera per il grande schermo, la cui regia è stata affidata a Davis Guggenheim.

Dal piccolo villaggio in cui era solita vivere sin dalla più tenera età, Malala è giunta sino ai palazzi dell’ONU, per poi far udire la sua voce anche a Stoccolma e in tutti i villaggi nel mondo che in questi anni ha visitato. L’origine della sua storia può essere connessa al ferimento avvenuto nell’ottobre 2012. Aveva 15 anni quando fu vittima dei talebani che le spararono tre colpi di pistola alla testa mentre tornava a casa da scuola, questo perché Malala aveva osato manifestare pubblicamente il desiderio di studiare. Dopo l’attentato che l’ha ridotta in fin di vita e che l’ha costretta a lunghi mesi di cure, Malala ha dato vita al Malala Fund, con cui raccoglie fondi per progetti educativi in tutto il mondo. Il documentario vuole mostrarsi come un ritratto intimo di Malala e del rapporto che ha instaurato con il padre, anch’egli attivista e sostenitore del diritto allo studio delle donne in Pakistan. Non solo incentrato sulla terra di origine della giovane, il doc narrerà anche la sua nuova vita in Inghilterra, infatti oggi vive a Birmingham con la sua famiglia, non tralasciando mai il suo legame con la terra d’origine.

Malala e il regista Davis Guggenheim
Malala e il regista Davis Guggenheim

He named me Malala è diretto dal premio Oscar Davis Guggenheim e trarrà preziosi spunti  dal libro Io sono Malala, scritto da Malala con la collaborazione di Christina Lamb. Il film sarà distribuito da Fox Seachlight Pictures, che ne ha acquisito i diritti.

Questo è ciò che ha detto il Davis Guggenheim: “Trascorrere 18 mesi con Malala, suo padre e la sua famiglia è stata una delle più belle esperienze della mia vita. Grazie all’impegno di Fox Searchlight e dei produttori Image Nation e Participant Media abbiamo l’opportunità di far conoscere a tutto il mondo la sua storia”.