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Se ne sono andate a poca distanza l’una dall’altra, una al 19 dicembre 2009, l’altra il 22 gennaio 2010, due attrici della Hollywood dei tempi d’oro, non icone assolute come Marilyn Monroe o Audrey Hepburn, ma comunque interessanti, capaci di portare pubblico nelle sale con i loro film e di farsi conoscere, grazie a tv, vhs e dvd, anche dalle generazioni più giovani.
Jennifer Jones, morta a dicembre, aveva 91 anni, Jean Simmons, morta a gennaio, ne aveva 81, la prima, passionale e affascinante, la seconda, icona di classe simpatica e spiritosa.
Jennifer Jones, classe 1918, era approdata ad Hollywood giovanissima alla fine degli anni Trenta, dove aveva sposato il produttore David O. Selznick, uomo chiave dietro numerosi kolossal, a cominciare da Via col vento.

 

 

Nel 1943, a venticinque anni, vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista con Bernadette, la storia della fanciulla di Lourdes, ma non si adagiò sugli allori. Poco dopo interpretò un ruolo agli antipodi, quello della sensuale meticcia assetata di emozioni in Duello al sole, kolossal in cui Gregory Peck interpretava uno dei suoi pochi ruoli negativi. Negli anni successivi interpretò altri film di successo, come Il ritratto di Jennie, storia paranormale oggi considerata un classico del genere, L’amore è una cosa meravigliosa, uno dei film sentimentali più amati, Madame Bovary, sontuoso adattamento da Flaubert, Addio alle armi, dal romanzo di Hemingway, Buongiorno Miss Dove, storia di un’insegnante single adorata dai suoi allievi, Tenera è la notte, ispirato alla vita di Francis Scott Fitzgerald e al suo matrimonio con Zelda. Lasciò quasi del tutto il cinema a partire dagli anni Sessanta, dopo la morte del marito Selznick.
altJean Simmons, di origini inglesi, si fece notare nell’immediato dopoguerra interpretando Ofelia nell’Amleto di Laurence Olivier. A Hollywood interpretò kolossal di ambientazione antica come La tunica e soprattutto Spartacus di Kubrick, filmoni sentimentali come La regina vergine e Desirée, musical come Bulli e pupe, commedie come L’erba del vicino è sempre più verde. Dopo due matrimoni falliti, con l’attore Stewart Granger e con il regista Richard Brooks e alcuni problemi di alcolismo, Jean Simmons seppe riciclarsi con ruoli da anziana in diverse serie televisive, come Uccelli di rovo e Nord e Sud, svolgendo anche ruoli da doppiatrice (sua la voce della protagonista anziana nella versione inglese de Il castello di Howl di Hayao Miyazaki) e in radio.
Entrambe le attrici hanno rappresentato la varietà di ruoli e le possibilità di lavoro che avevano le donne all’interno dell’industria del cinema americano. Certo, c’erano stereotipi, ma nessuna delle due ha mai interpretato la donna fatale o la consolatrice dell’eroe, spaziando la prima tra sante, eroine romantiche, donne forti in anticipo sui tempi, la seconda tra ragazze spiritose, volitive, sognatrici ma con buon senso.
Le generazioni più vecchie ricordano sia Jennifer Jones che Jean Simmons sugli schermi della loro giovinezza, i più giovani le hanno conosciute in pomeriggi davanti alla tv, in pellicole comunque ormai entrate nella storia del cinema, anche solo di quello popolare.