Dite addio a House of the Dragon: il più grande evento fantasy del decennio della HBO è ormai alle porte

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Per quanto House of the Dragon sia tornata al centro della conversazione televisiva con la terza stagione, il suo dominio come grande evento fantasy di HBO potrebbe avere i mesi contati. La serie prequel di Game of Thrones ha riportato Westeros in una posizione di forza dopo il finale divisivo della serie madre, ma la piattaforma si prepara ora a lanciare un progetto potenzialmente ancora più grande: la nuova serie di Harry Potter.

HBO punta a trasformare l’adattamento televisivo dei romanzi di J.K. Rowling nel suo franchise fantasy principale per i prossimi anni. La prima stagione dovrebbe adattare Harry Potter e la pietra filosofale in otto episodi, mentre una seconda stagione, dedicata a La camera dei segreti, sarebbe già in sviluppo. L’obiettivo è ambizioso: raccontare l’intera saga in sette stagioni, una per ciascun libro.

La vera domanda, però, non è soltanto se la serie sarà buona. Il punto è che Harry Potter sarà enorme comunque. Se funzionerà, diventerà l’adattamento televisivo definitivo della saga; se deluderà, alimenterà comunque discussioni, polemiche e visioni di massa. In entrambi i casi, HBO si prepara a spostare il baricentro del fantasy televisivo da Westeros a Hogwarts.

Perché Harry Potter può diventare il nuovo centro di gravità fantasy di HBO

La forza di House of the Dragon è sempre stata chiara: riportare il pubblico dentro un universo che, nonostante le ferite lasciate dal finale di Game of Thrones, resta uno dei più potenti della televisione contemporanea. La prima stagione ha ricostruito parte della fiducia perduta, grazie a un impianto tragico solido e a interpretazioni di altissimo livello, soprattutto quelle di Emma D’Arcy e Olivia Cooke nei panni di Rhaenyra e Alicent.

Le stagioni successive, però, hanno mostrato anche i limiti strutturali del progetto. Dopo un primo ciclo narrativo rapidissimo, fatto di salti temporali e svolte cruciali, la serie ha iniziato a dilatare il conflitto della Danza dei Draghi, rischiando a tratti di perdere la tensione interna. La terza stagione ha riacceso l’interesse con episodi più spettacolari e momenti di grande impatto, ma resta una serie rivolta soprattutto a un pubblico già legato all’universo di Game of Thrones.

Harry Potter, invece, parte da un’altra posizione. Non deve soltanto riconquistare un pubblico ferito: deve riattivare una comunità globale enorme, trasversale, composta da lettori cresciuti con i libri, spettatori affezionati ai film e nuove generazioni che potrebbero scoprire Hogwarts per la prima volta in forma seriale.

È questo il vero vantaggio del progetto. Una serie su Harry Potter non ha bisogno di convincere il pubblico a interessarsi: il pubblico è già lì, pronto a giudicarla, difenderla, criticarla o discuterla. E per HBO, in un mercato dello streaming dominato dall’attenzione e dalla conversazione online, questa è una risorsa enorme.

Harry Potter è in contrasto con l’immagine di HBO

Harry Potter la serie
Il golden trio nella serie di Harry Potter

Il progetto è anche rischioso perché si scontra con l’identità storica di HBO. Il marchio è associato a serie adulte, complesse, spesso cupe: The Sopranos, The Wire, Succession, The White Lotus, Euphoria, Six Feet Under. Harry Potter nasce invece come racconto fantasy per ragazzi, con un tono inizialmente più luminoso, avventuroso e familiare. Certo, i libri diventano progressivamente più oscuri, ma il primo capitolo resta una storia di scoperta, amicizia e meraviglia infantile.

Proprio qui si giocherà la partita più importante. HBO dovrà capire se piegare Harry Potter al proprio linguaggio più adulto o se rispettare la natura fiabesca e accessibile dei primi romanzi. La prima opzione potrebbe rendere la serie più “prestige”, ma rischierebbe di tradire lo spirito dell’opera. La seconda potrebbe essere più fedele, ma meno coerente con ciò che il pubblico si aspetta da una grande produzione HBO.

In ogni caso, il paragone con House of the Dragon sarà inevitabile. Entrambe sono saghe fantasy, entrambe derivano da proprietà letterarie gigantesche, entrambe puntano a diventare appuntamenti televisivi globali. Ma mentre Westeros vive di intrighi politici, violenza dinastica e tragedia adulta, Hogwarts vive di formazione, mistero e progressiva perdita dell’innocenza.

Per questo Harry Potter potrebbe non limitarsi ad affiancare House of the Dragon: potrebbe superarla per impatto culturale. La saga creata da Rowling ha una riconoscibilità planetaria che va oltre il pubblico fantasy tradizionale. Anche chi non segue abitualmente serie di genere sa cosa siano Hogwarts, Grifondoro, Voldemort o la cicatrice di Harry.

La vera sfida sarà evitare l’effetto remake inutile. I film originali sono ancora fortissimi nell’immaginario collettivo e molti spettatori associano quei personaggi ai volti di Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint. La serie dovrà quindi giustificare la propria esistenza non solo rifacendo la storia, ma approfondendo ciò che il cinema aveva inevitabilmente compresso: personaggi secondari, dinamiche scolastiche, passaggi tagliati, sottotrame e costruzione del mondo magico.

Se HBO riuscirà in questo equilibrio, Harry Potter potrebbe davvero diventare il suo evento fantasy del decennio. Se fallirà, sarà comunque uno degli argomenti più discussi della stagione televisiva. Ed è proprio questo il punto: a differenza di molti altri progetti, questa serie sembra destinata a essere centrale a prescindere dalla sua qualità finale.

Per House of the Dragon, dunque, non si tratta di una sconfitta immediata, ma di un cambio di gerarchia. Westeros continuerà a essere una colonna dell’offerta HBO, soprattutto con la crescita dell’universo di Game of Thrones attraverso altri spin-off come A Knight of the Seven Kingdoms. Ma con Harry Potter, la piattaforma sta preparando qualcosa di diverso: non solo una nuova serie, ma un evento generazionale costruito per durare anni.

E se Game of Thrones ha definito il fantasy televisivo degli anni Dieci, HBO spera evidentemente che Harry Potter possa fare lo stesso con il prossimo decennio.

Redazione
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