La nuova serie HBO di Nathan Fillion è una sorta di incrocio tra The Rookie e Firefly

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Con Lanterns, Nathan Fillion sembra destinato a chiudere un cerchio iniziato oltre vent’anni fa. La nuova serie HBO ambientata nel DC Universe lo riporta infatti in un mondo fatto di avventure cosmiche, ma allo stesso tempo sfrutta un’impostazione investigativa che richiama da vicino quella di The Rookie. È una combinazione che potrebbe valorizzare più di ogni altra il percorso televisivo dell’attore.

Dopo aver interpretato il capitano Malcolm Reynolds nell’ormai cult Firefly e aver conquistato una nuova generazione di spettatori nei panni dell’agente John Nolan in The Rookie, Fillion entra ufficialmente nel nuovo universo DC interpretando Guy Gardner, una delle Lanterne Verdi più iconiche dei fumetti. Pur non essendo il protagonista assoluto della serie, il suo personaggio rappresenta uno dei volti più riconoscibili del Corpo delle Lanterne Verdi, già introdotto nel film Superman di James Gunn.

Il progetto, però, è interessante non soltanto per la presenza dell’attore. Lanterns sembra infatti costruire una formula narrativa che fonde due generi raramente combinati con questa ambizione: il poliziesco investigativo e la fantascienza cosmica. È proprio questa scelta a rendere la serie una delle produzioni più attese dell’intero DC Universe.

Lanterns trasforma le Lanterne Verdi in investigatori dello spazio

Lanterns

La serie seguirà Hal Jordan (Kyle Chandler) e la giovane recluta John Stewart (Aaron Pierre), impegnati a indagare su un misterioso omicidio avvenuto in Nebraska. Dietro quello che inizialmente sembra un normale caso criminale si nasconde però una minaccia molto più ampia, destinata a coinvolgere direttamente il ruolo delle Lanterne Verdi come forze di polizia intergalattiche.

È proprio questa impostazione a richiamare immediatamente The Rookie. Pur muovendosi in un contesto supereroistico, Lanterns sembra voler raccontare il lavoro investigativo con una struttura quasi procedurale, dove ogni indizio conduce a un quadro più grande. Allo stesso tempo, la natura cosmica del Corpo delle Lanterne richiama inevitabilmente l’atmosfera di Firefly, riportando Nathan Fillion in un immaginario fatto di missioni spaziali, pianeti lontani e dilemmi morali legati all’esplorazione dell’universo.

Naturalmente i due riferimenti non devono essere interpretati in modo letterale. Lanterns non sarà una semplice fusione tra le due serie, ma sembra ereditarne alcuni degli elementi che hanno reso memorabili le interpretazioni di Fillion: il carisma del leader, l’ironia nei momenti più tesi e la capacità di rendere umani personaggi chiamati ad affrontare responsabilità straordinarie.

Per il nuovo DC Universe questa potrebbe essere la serie più importante

Lanterns 2026
Lanterns – Aaron Pierre e Kyle Chandler nella prima foto della serie – Cortesia di Max

Al di là del cast, Lanterns occupa una posizione strategica nel progetto guidato da James Gunn e Peter Safran. Dopo il debutto dell’universo condiviso con Creature Commandos e il ritorno di Peacemaker, questa sarà infatti la prima serie live-action concepita interamente all’interno della nuova continuità del DC Universe.

Il suo successo potrebbe quindi avere un peso ben superiore rispetto a una normale serie supereroistica. Se riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra thriller investigativo, fantascienza e racconto dei personaggi, Lanterns potrebbe definire il tono delle future produzioni televisive DC, dimostrando che il nuovo universo condiviso può raccontare storie molto diverse tra loro senza perdere coerenza.

In questo contesto, Nathan Fillion rappresenta anche un ponte ideale tra passato e presente. Dopo essere diventato un volto simbolo della fantascienza televisiva con Firefly e del poliziesco con The Rookie, Lanterns gli offre la possibilità di riunire entrambe le anime della sua carriera in un progetto che potrebbe segnare una nuova fase non solo per lui, ma per l’intero DC Universe.

Redazione
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