Tracker 4 cambierà per sempre la serie? Perché il trasferimento a Los Angeles segna la fine di un’era

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Dopo tre stagioni costruite su una formula estremamente riconoscibile, Tracker si prepara a entrare nella sua trasformazione più importante. La serie con Justin Hartley, diventata uno dei successi più solidi della CBS negli ultimi anni, cambierà ufficialmente sede produttiva passando da Vancouver a Los Angeles per la quarta stagione. Una decisione apparentemente tecnica, legata soprattutto agli enormi incentivi fiscali ottenuti dalla produzione, ma che rischia di avere un impatto molto più profondo sull’identità stessa della serie.

Perché Tracker non è mai stata soltanto una procedural action qualsiasi. Il fascino della serie è sempre passato anche attraverso la sua atmosfera: i boschi umidi della Columbia Britannica, le strade isolate, i paesaggi freddi e quasi selvaggi che accompagnavano Colter Shaw durante le sue indagini. Spostare la produzione a Los Angeles significa inevitabilmente modificare quel linguaggio visivo che aveva contribuito a rendere immediatamente riconoscibile la serie CBS. E il vero interrogativo ora non riguarda soltanto la qualità della quarta stagione, ma la capacità di Tracker di sopravvivere alla perdita della sua stessa identità estetica.

Il trasferimento di Tracker da Vancouver a Los Angeles rischia di cambiare completamente il tono della serie

Tracker - Stagione 2

Il punto centrale della questione è che Tracker ha sempre sfruttato il territorio come parte integrante del racconto. Colter Shaw non è un detective tradizionale chiuso in uffici o commissariati: è un personaggio che vive nello spazio aperto, nel movimento continuo, nella natura ostile. Le foreste di Vancouver, i laghi, le montagne e le strade secondarie hanno creato negli anni un immaginario quasi da survival thriller che distingueva la serie dalla maggior parte dei procedural americani contemporanei.

Los Angeles, inevitabilmente, comunica un’energia completamente diversa. Anche se la serie continuerà teoricamente a essere ambientata in varie zone degli Stati Uniti, il cambiamento produttivo finirà quasi certamente per influenzare fotografia, atmosfera e costruzione visiva degli episodi. È qualcosa che la televisione americana ha già mostrato molte volte in passato. Quando The X-Files lasciò Vancouver negli anni Novanta per trasferirsi in California, il pubblico percepì immediatamente il cambiamento: la serie perse parte di quell’estetica cupa, umida e paranoica che aveva definito le prime stagioni. Tracker potrebbe affrontare lo stesso rischio.

La cosa interessante è che questo cambiamento arriva proprio mentre la CBS sembra voler trasformare gradualmente anche il genere narrativo della serie. Negli ultimi episodi, infatti, Tracker ha iniziato ad allontanarsi dalla semplice struttura “caso della settimana” per approfondire maggiormente il trauma familiare di Colter e il mistero legato alla morte del padre. Questo significa che la quarta stagione potrebbe diventare molto più serializzata e introspettiva, sfruttando il trasferimento come occasione per ridefinire completamente il tono dello show.

Reenie, Randy e Russell potrebbero essere i personaggi più colpiti dal nuovo corso di Tracker

Melissa Roxburgh in Tracker

Il cambiamento produttivo, però, non rischia di colpire soltanto Colter Shaw. Uno dei problemi principali della quarta stagione riguarda infatti i personaggi secondari che hanno contribuito a dare stabilità emotiva alla serie. Reenie e Randy, per esempio, sono ormai strettamente legati all’ufficio di Denver, e forzare improvvisamente un loro trasferimento in California rischierebbe di apparire artificiale.

Questo aspetto è particolarmente delicato perché Tracker ha sempre funzionato attraverso una struttura narrativa molto mobile: Colter si sposta continuamente, mentre i personaggi fissi rappresentano i suoi punti di riferimento emotivi. Se la serie iniziasse a frammentare ulteriormente queste connessioni, potrebbe perdere quella dimensione relazionale che ha permesso allo show di non diventare soltanto una successione di inseguimenti e casi criminali.

A complicare ulteriormente le cose c’è poi la situazione di Russell, interpretato da Jensen Ackles. La possibilità che il personaggio possa morire nel finale della terza stagione continua infatti a circolare con insistenza, e una scelta simile cambierebbe radicalmente gli equilibri emotivi della serie. Russell rappresenta uno dei pochi legami autentici con il passato di Colter, e la sua eventuale uscita di scena rischierebbe di accentuare ancora di più il senso di isolamento del protagonista.

Paradossalmente, proprio mentre Tracker avrebbe bisogno di espandere il proprio cast e consolidare le relazioni tra i personaggi principali, il trasferimento produttivo potrebbe rendere tutto più frammentato. È una sfida narrativa molto più complessa di quanto sembri.

La CBS sta trasformando Tracker da procedural action a drama seriale più ambizioso

Tracker

Dietro questo trasferimento, però, potrebbe esserci anche una strategia molto più ampia della CBS. Tracker è diventato rapidamente uno dei titoli più forti del network, capace di attirare pubblico generalista ma anche spettatori interessati a un approccio più moderno al procedural. Ed è evidente che la rete voglia trasformare il successo iniziale della serie in qualcosa di più grande e duraturo.

Lo spostamento a Los Angeles potrebbe infatti aumentare le possibilità di avere guest star importanti, migliorare la flessibilità produttiva e permettere alla serie di alzare ulteriormente il livello delle ambizioni narrative. Inoltre, il gigantesco credito fiscale da 48 milioni di dollari offre alla produzione un margine economico molto più ampio per lavorare su scenografie, azione e casting.

Il vero rischio, però, è che nel tentativo di rendere Tracker più grande e più “prestigiosa”, la CBS finisca per snaturare proprio ciò che aveva reso la serie così efficace. La forza dello show non stava soltanto nelle indagini di Colter Shaw, ma nel senso di solitudine, nei paesaggi ostili e nella dimensione quasi nomade del protagonista. Se la quarta stagione riuscirà a mantenere quell’identità pur entrando in una nuova fase produttiva, allora il trasferimento potrebbe davvero rappresentare un’evoluzione naturale. In caso contrario, Tracker rischia di perdere quella personalità visiva e narrativa che l’aveva distinta nel panorama delle serie procedural americane degli ultimi anni.

Redazione
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