Il debutto di Daredevil nel MCU avrebbe potuto arrivare molto prima di Spider-Man: No Way Home, ma in una forma completamente diversa. In una recente intervista al podcast Happy Sad Confused, lo sceneggiatore e produttore Drew Goddard ha rivelato che inizialmente il progetto non era pensato come una serie TV, ma come un film in due parti con un tono decisamente più adulto.
Goddard ha spiegato che all’epoca aveva proposto a Marvel Studios di sviluppare Daredevil per il cinema, ma il progetto fu scartato perché considerato “troppo adulto” rispetto al modello dominante del franchise, ancora fortemente orientato verso un pubblico generalista. Una scelta che rifletteva chiaramente la direzione del MCU in quegli anni, focalizzata su titoli corali come The Avengers.
Kingpin e Punisher al cinema: il piano originale mai realizzato
Secondo Goddard, il piano era estremamente chiaro: il primo film avrebbe avuto come antagonista Kingpin, mentre il secondo avrebbe introdotto Punisher, creando uno scontro diretto tra due figure moralmente ambigue.
L’idea di portare sul grande schermo il confronto tra Matt Murdock e Frank Castle era, nelle parole dello stesso Goddard, uno degli elementi più entusiasmanti del progetto. Un conflitto tra “eroi” con visioni opposte della giustizia, che avrebbe potuto anticipare quel tipo di narrazione più oscura e complessa che solo anni dopo il pubblico ha iniziato a vedere anche nei cinecomic.
Alla fine, questo concept è stato comunque sviluppato nella serie Netflix, dimostrando come la televisione si sia rivelata il terreno ideale per raccontare una storia così stratificata.
Perché la serie Netflix ha funzionato meglio di un film
Col senno di poi, la scelta di trasformare Daredevil in una serie si è rivelata decisiva. Il formato televisivo ha permesso di esplorare in profondità il personaggio, le sue contraddizioni e l’intero universo narrativo legato a Hell’s Kitchen, cosa che sarebbe stata difficile in un film di due ore.
La versione interpretata da Charlie Cox è diventata nel tempo una delle più amate del MCU, anche grazie alla possibilità di sviluppare archi narrativi più complessi e maturi. In un’epoca in cui Marvel non puntava ancora su toni più cupi e adulti al cinema, la piattaforma streaming ha rappresentato lo spazio perfetto per sperimentare.
Non è un caso che proprio quella base narrativa abbia reso il personaggio così popolare da essere poi reintegrato nel MCU, fino alla nuova fase con Daredevil: Born Again.
Un’occasione mancata o una scelta vincente?
Guardando indietro, l’idea di due film vietati ai minori su Daredevil appare oggi estremamente affascinante, soprattutto considerando l’evoluzione recente del genere. Tuttavia, è difficile immaginare che un progetto del genere, in quel preciso momento storico del MCU, avrebbe avuto lo stesso impatto della serie Netflix.
Il successo di Daredevil dimostra come, a volte, il formato giusto sia più importante dell’idea stessa. E forse proprio quel rifiuto iniziale ha permesso al personaggio di trovare la sua forma più autentica.

