Il ritorno di Euphoria con la stagione 3 si sta rivelando più controverso del previsto: la serie HBO guidata da Zendaya ha registrato un netto calo di consensi, diventando la stagione peggio recensita del progetto. Dopo quattro anni di pausa e un salto temporale di cinque anni, il nuovo capitolo ha cambiato tono e direzione, ma non tutti gli spettatori sembrano aver apprezzato questa evoluzione.
Secondo quanto riportato da Screen Rant, la stagione 3 ha ottenuto un 54% di gradimento del pubblico e un 44% dalla critica su Rotten Tomatoes, ben al di sotto delle stagioni precedenti. Al centro delle polemiche ci sono soprattutto alcune storyline e scene giudicate eccessive o controverse, come quelle legate al personaggio di Cassie, interpretato da Sydney Sweeney, o sequenze particolarmente estreme che coinvolgono Rue e altri personaggi. Il tutto sotto la guida del creatore Sam Levinson, già noto per il suo approccio provocatorio.

Quando Euphoria supera il limite: il rischio di perdere la propria identità
La stagione 3 rappresenta un momento delicato per Euphoria. Il salto temporale porta i personaggi fuori dal contesto scolastico, introducendo nuove dinamiche adulte, ma anche una narrazione più cupa e meno filtrata. Questo cambiamento, se da un lato amplia le possibilità tematiche, dall’altro sembra aver alienato parte del pubblico affezionato.
Personaggi come Cassie Howard vengono spinti verso archi narrativi sempre più estremi, mentre Rue Bennett continua a muoversi in una spirale di autodistruzione che ora assume contorni ancora più espliciti. Il rischio è quello di trasformare il racconto in una sequenza di momenti scioccanti, perdendo quella dimensione emotiva che aveva reso la serie un fenomeno culturale.
In prospettiva, la ricezione negativa potrebbe influenzare il futuro della serie, soprattutto se — come suggerito da alcune dichiarazioni — questa stagione dovesse rappresentare un capitolo conclusivo. Euphoria si trova così davanti a un bivio: continuare a spingere sui limiti o ritrovare un equilibrio tra provocazione e profondità narrativa.

