La terza stagione di Euphoria sembra avvicinarsi a un finale sempre più oscuro, e dopo gli eventi del penultimo episodio molti spettatori sono convinti che il personaggio di Rue Bennett possa non sopravvivere. L’episodio 7, intitolato Rain or Shine, ha infatti alzato enormemente la posta narrativa della serie HBO creata da Sam Levinson, culminando con la scioccante morte di Nate Jacobs e lasciando Rue in una situazione apparentemente senza via d’uscita.
Interpretata da Zendaya, Rue ha attraversato una stagione sempre più instabile tra dipendenza, crisi spirituale e autodistruzione. Dopo aver iniziato a credere che Dio le stesse parlando direttamente attraverso visioni simboliche, la protagonista si è progressivamente allontanata dalle persone che cercavano di aiutarla, incluso Ali. Ed è proprio il rapporto con Ali che potrebbe aver anticipato il destino finale del personaggio.
Nel corso dell’episodio viene infatti mostrato il passato di Ali e soprattutto il suo “book of the dead”, una lista di persone che non è riuscito a salvare durante il proprio percorso come sponsor. Dopo che Rue fugge nuovamente verso Laurie lasciando soltanto un post-it con scritto “Forgive me”, Ali sembra ormai perdere completamente la speranza nei suoi confronti. Un dettaglio che molti stanno leggendo come un presagio estremamente pesante in vista del finale di stagione.
Euphoria sta trasformando Rue da protagonista della serie a simbolo inevitabile dell’autodistruzione
La sensazione sempre più forte è che Euphoria stia preparando il finale più tragico possibile per Rue Bennett. E il punto interessante è che la serie sembra costruire questo esito non come un semplice shock narrativo, ma come la conclusione inevitabile del percorso del personaggio.
Il cliffhanger finale dell’episodio peggiora ulteriormente la situazione. Rue e Faye tentano infatti di derubare Wayne, ma Faye finisce per tradire Rue e rivelare tutto. A questo punto la protagonista si ritrova completamente isolata, con sia Wayne che Alamo ormai sulle sue tracce. La serie suggerisce chiaramente che Rue abbia ormai perso qualsiasi rete di protezione.
Ed è qui che emerge il vero problema della stagione 3. Sam Levinson sembra aver abbandonato quasi del tutto la dimensione scolastica e adolescenziale delle prime stagioni per trasformare Euphoria in qualcosa di molto più nichilista, violento e tragico. La morte assurda e grottesca di Nate Jacobs — sepolto vivo e ucciso da un serpente a sonagli — è il simbolo perfetto di questo cambio di tono: la serie non cerca più realismo emotivo, ma un’escalation continua di trauma e shock.
Rue diventa quindi il centro definitivo di questa deriva narrativa. Il personaggio è sempre stato il cuore emotivo della serie, ma nella stagione 3 sembra trasformarsi quasi in una figura sacrificale, intrappolata in una spirale autodistruttiva che ormai nessuno riesce più a interrompere.
La cosa più interessante è che Euphoria continua comunque a suggerire che Rue abbia ancora una possibilità di redenzione, ma ogni volta la serie sembra immediatamente distruggere quella speranza. Ed è proprio questa continua alternanza tra possibilità di salvezza e inevitabilità della caduta che rende il finale così imprevedibile.
Se davvero Rue dovesse morire nel finale della stagione 3, sarebbe probabilmente la scelta più estrema mai fatta da Euphoria. Ma considerando il modo in cui Sam Levinson sta costruendo questa fase finale della serie, sembra sempre più evidente che il racconto stia andando proprio verso una conclusione tragica e irreversibile.
