The Boys cambierà “genere” nel 2027! Ecco cosa aspettarci da Vought Rising

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Con la conclusione della serie principale, The Boys non si ferma davvero: secondo una nuova analisi del franchise, l’universo Prime Video si sta ormai trasformando a tutti gli effetti in una struttura espansa simile ai grandi cinematic universe contemporanei. Il finale della serie ha infatti consolidato una realtà narrativa che continuerà a svilupparsi attraverso spin-off e prequel già in produzione.

Il caso più emblematico è Vought Rising, il prequel ambientato negli anni ’50 che esplorerà le origini della Vought e il passato di Soldier Boy e Stormfront attraverso una struttura ibrida tra mystery e period drama. Come evidenziato dall’analisi di ScreenRant, la quinta stagione della serie principale ha spesso funzionato quasi come introduzione indiretta a questo nuovo progetto, con una forte centralità proprio del personaggio di Soldier Boy e un focus crescente sulla mitologia della Vought. Il risultato è una transizione quasi naturale verso un franchise sempre più frammentato e modulare.

La trasformazione è significativa perché ribalta l’idea originaria della serie. The Boys nasceva infatti come satira dei grandi universi supereroistici, mentre oggi si trova nella posizione opposta: un franchise che si espande attraverso spin-off, generi diversi e linee temporali multiple, esattamente come quelli che originariamente prendeva in giro.

Vought Rising e la metamorfosi del VCU: dal sarcasmo supereroistico al franchise multi-genere

Il cosiddetto “VCU” (Vought Cinematic Universe) non sta semplicemente copiando il modello Marvel o DC, ma lo sta reinterpretando in chiave più ibrida e sperimentale. Ogni spin-off sembra infatti assumere un’identità autonoma: Gen V ha adottato i codici del teen drama universitario, mentre Diabolical ha esplorato generi diversi episodio per episodio, dalla commedia slapstick al K-horror fino all’anime.

In questo contesto, Vought Rising rappresenta il passo più radicale: un cambio completo di tono verso il period drama e il crime investigativo, con una forte componente romantica e politica. Questo approccio consente al franchise di evitare la ripetizione del modello narrativo principale, trasformando ogni progetto in una declinazione autonoma dello stesso universo.

La conseguenza più interessante è però culturale prima ancora che industriale. “The Boys” non è più soltanto una parodia dei supereroi, ma un ecosistema narrativo che riflette la logica stessa che criticava: espansione continua, moltiplicazione dei punti di vista e costruzione di un universo senza fine definito.

In questo senso, il finale della serie non rappresenta una conclusione ma una soglia. Il mondo di Homelander, Butcher e Soldier Boy non si chiude: si frammenta in nuove storie, nuovi generi e nuove linee temporali. E proprio questa frammentazione sembra essere la vera eredità del franchise.

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice e Direttore Responsabile di Cinefilos.it dal 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.
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