Siamo ufficialmente l’ultimo paese in cui l’ultima fatica di Ridley Scott, il film Prometheus, verrà distribuito, in fondo al calendario delle uscite della casa di distribuzione, ci sono Italia e la Svizzera italiana.

Quanto gioverà al film questa scelta di distribuzione lo vedremo al botteghino a partire dal prossimo 14 Settembre che  comunque è meglio dell’uscita il 19 Ottobre decisa precedentemente.

Di sicuro, dalla data di uscita del film nelle sale statunitensi, sono successe molte cose al creatore della saga di Alien, di cui questo film è una sorta di prequel, ultima la purtroppo triste perdita del fratello Tony, suicidatosi a metà Agosto scorso.

Prometheus, che in patria è stato accolto in maniera tiepida dal pubblico, restando nelle zone alte della classifica dei film più visti per poco più di due settimane, vanta nel cast l’ambitissimo Michael Fassbender, che qui riveste il ruolo di un androide. A questo proposito, già ha fatto parlare di sé la molto sensuale, pare,  lotta che l’androide e Charlize Theron ingaggiano nella navicella che li trasporta; vedremo se la scena farà parlare di sé come il nudo integrale di Fassbender nel film che lo ha lanciato ufficialmente nello stardom degli attori più richiesti: Shame di Steve McQueen.

Nel cast, a parte i due attori appena citati, figura anche un’altra attrice richiestissima in questo ultimo anno; Noomi Rapace, la Lisbeth Salander di un’altra saga, nata svedese e ricreata ad Hollywood, quella di Millennium.

La critica americana, dal canto suo, è abbastanza divisa tra chi ammira la capacità indubbia di visione e di creazione di mondi di Ridley Scott e chi taccia il film di essere sfilacciato, e comunque freddo.

Il bordo sul quale si muove è quindi quello tra il film di culto, alcuni avvicinano il buon Fassbender ad un altro indimenticabile androide creato da Scott, ed interpretato da Rugter Hauer in Blade Runner e il film dimenticabile, che non coinvolge, ma del quale non si può negare l’assoluta sapienza visionaria di  Ridley Scott.

Sicuramente, la storia porta con sé molte metafore sulla creazione, la distruzione di una specie contro un’altra. E anche una domanda. Quale e se ci sarà anche una risposta lo sapremo dalla prossima settimana.