Ci sono quegli attori che solitamente vediamo nei film più interessanti della stagione, ma che nessuno riconosce o di cui nessuno saprebbe indicare il nome. Maschere ricorrenti, fisicità pronunciate ed espressioni subito lampanti che fanno a pugni con gli altri personaggi della scena, i cosiddetti comprimari di classe devono convivere con una popolarità ridotta e la voglia di emergere in un mare di squali ben più celebrati dalla macchina da presa (e dal pubblico). Ecco, Josh Brolin fa parte di quel gruppo di attori che all’ombra delle stelle hanno costruito una carriera solida e ricca di interpretazioni indimenticabili, e basterebbe scorrere la filmografia del caratterista di Los Angeles per capirne la grandezza, anche in termini di piccole parti.

[nggallery id=2587]

Dall’esordio, appena diciassettenne nel cult degli anni Ottanta I Goonies (era il fratello maggiore della combriccola di avventurieri) all’ultimo film dei fratelli Coen Ave, Cesare!, Josh Brolin è stato in grado di mantenere costante la crescita artistica parallelemente alle scelte di gusto. Lo testimonia il fatto che in quasi trent’anni, abbia avuto l’onore e il beneficio di collaborare con alcuni degli autori più importanti del cinema americano contemporaneo. Qualche nome? Spike Lee, Paul Thomas Anderson, Denis Villeneuve, Guillermo del Toro, Paul Verhoeven, Woody Allen, Paul Haggis e ancora Ridley Scott, Gus Van Sant, Oliver Stone, Robert Rodriguez.

In occasione dell’uscita italiana di Ave, Cesare!, rendiamo omaggio ad un attore straordinario, spesso poco celebrato ma assolutamente indispensabile alla riuscita di ogni opera in cui ha prestato voce, anima e corpo. Un corpo rude, roccioso, elastico e folle, come nei 5 film scelti per voi:

Llewelyn Moss, Non è un paese per vecchi (2007)

Durante la cerimonia degli Oscar 2008, il film di Joel e Ethan Coen, tratto dal romanzo di Cormac McCarthy, si aggiudica diverse statuette, tra cui Miglior Regia e Miglior Film. Tutti ricorderanno, ovviamente, la performance disturbante dello psicopatico killer di Javier Bardem (anche lui oscar come Attore non protagonista) mentre passa in secondo piano l’introduzione di un personaggio centrale alla narrazione. Llewelyn Moss è un saldatore texano reduce dalla guerra del Vietnam, un uomo “comune” ed opportunista. Brolin è perfetto. Baffoni neri e volto crucciato, affascinante quasi quanto il collega di scena.

Joe Doucett, Oldboy (2013)

Nonostante lo scetticismo di alcuni, il remake del film di Park Chan-wood diretto da Spike Lee mette in atto alcune soluzioni interessanti. Tra queste l’utilizzo di Josh Brolin, che per il ruolo del prigioniero Joe Doucett intraprende una preparazione fisica che ne limita la muscolatura e asciuga il suo corpo notoriamente “pesante”. L’attore incarna la sete di vendetta con estrema efficacia, non facendoci rimpiangere l’originale coreano.

Christian “Bigfoot” Bjornsen, Vizio di forma (2014)

Tutto il cinema di Paul Thomas Anderson è una visione popolata da ampi scenari americani e personaggi al limite. Nel suo ultimo lungometraggio ce n’è uno che polverizza gli altri in modo piuttosto evidente: stiamo parlando del “Bigfoot” interpretato da Josh Brolin, un poliziotto improbabile nella San Francisco degli anni Settanta. Ormai iscritta negli annali del cinema la scena in cui l’attore mangia vistosamente un gelato a forma di banana ricoperto di cioccolato (e non sarebbe l’unica).

Matt Graver, Sicario (2015)

Non poteva mancare nella carriera di un grande caratterista, un ruolo cruciale in un film che ha ridefinito un genere come il thriller d’azione. In Sicario di Denis Villeneuve, Brolin è il capo di una task force che condurrà l’agente Kate Macer nei sotterranei del traffico di droga messicano; il Matt Graver dell’attore viene accompagnato da continue smorfie di soddisfazione e clamorose ambiguità, risultando così una delle pedine più importanti e fascinose del film.

Eddie Mannix, Ave, Cesare! (2016)

Contrariamente a ciò che il marketing del film faccia supporre, il vero protagonista del nuovo lavoro dei fratelli Coen è proprio lui, il fixer Eddie Mannix nella Hollywood degli anni Cinquanta (ovvero colui che risolve i problemi sul set). Ruolo differente, inusuale ma sempre circondato da un’aurea di “normalità” che eccede in simpatia e in una celata malinconia. E Brolin, come soltanto lui sa fare, ci consegna un uomo, prima che una confezione, speciale. Ancora una volta.josh-brolin-1