Il prossimo adattamento fantascientifico con Jenna Ortega è un incrocio tra Blade Runner e WALL-E

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Il nuovo film di Jenna Ortega, Klara e il Sole (Klara and the Sun), sta già attirando l’attenzione degli appassionati di fantascienza ancora prima della sua uscita. Diretto da Taika Waititi e tratto dall’omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro, il progetto promette infatti un approccio molto diverso rispetto ai blockbuster sci-fi degli ultimi anni, unendo riflessione esistenziale, emozione e uno sguardo profondamente umano sul rapporto tra uomini e intelligenze artificiali.

Il primo trailer lascia intuire un film capace di fondere due anime apparentemente inconciliabili. Da una parte c’è la malinconia filosofica di Blade Runner, con le sue domande sull’identità e sulla natura dell’essere umano; dall’altra emerge la dolcezza e l’innocenza di WALL·E, dove è proprio una creatura artificiale a insegnare agli esseri umani cosa significhi provare empatia. È una combinazione insolita che potrebbe trasformare Klara e il Sole in uno dei titoli più interessanti della stagione cinematografica.

Klara e il Sole unisce le domande filosofiche di Blade Runner con la sensibilità emotiva di WALL·E

Jenna Ortega e Taika Waititi in Klara and the Sun
Foto di Matt Grace © Sony Entertainment

Il cuore del film sembra essere la protagonista Klara, interpretata da Jenna Ortega, un’androide progettata per assistere gli esseri umani. Come accadeva ai replicanti di Blade Runner, anche Klara vive costantemente il conflitto tra la propria natura artificiale e i sentimenti che sviluppa entrando in contatto con le persone. La differenza è che il film di Taika Waititi sembra scegliere un tono molto meno cupo rispetto al classico di Ridley Scott.

Laddove Blade Runner costruiva un mondo dominato dalla decadenza urbana e dal pessimismo, Klara e il Sole utilizza ambientazioni luminose, colori caldi e una regia apparentemente più delicata per raccontare gli stessi interrogativi. Cosa rende davvero umano un individuo? È la biologia oppure la capacità di amare, sacrificarsi ed empatizzare con gli altri?

In questo senso il paragone con WALL·E diventa quasi inevitabile. Anche il piccolo robot Pixar era nato semplicemente per svolgere una funzione, ma finiva per dimostrare emozioni molto più autentiche rispetto agli uomini che aveva intorno. Klara sembra percorrere una strada simile: osserva il comportamento umano, cerca di comprenderlo e, paradossalmente, diventa il personaggio più capace di provare compassione.

Il film si inserisce in una nuova generazione di fantascienza che mette al centro le intelligenze artificiali

Amy Adams e t jenna ortega in Klara and the Sun
Foto di Matt Grace © Sony Entertainment

Negli ultimi anni il cinema di fantascienza ha progressivamente abbandonato l’idea dell’intelligenza artificiale come semplice minaccia tecnologica. Sempre più opere raccontano invece robot e androidi come specchi attraverso cui osservare l’umanità, ribaltando completamente la prospettiva tradizionale.

Oltre a Blade Runner e WALL·E, anche film come After Yang di Kogonada, The Creator di Gareth Edwards e persino la serie Sunny di Apple TV+ hanno raccontato protagonisti artificiali capaci di sviluppare una sensibilità superiore a quella degli esseri umani. Klara e il Sole sembra inserirsi perfettamente in questa corrente narrativa, ma aggiungendo una componente ancora più intima.

Dal trailer emerge infatti che la vicenda non sarà guidata dall’azione o dal conflitto spettacolare, bensì dalla crescita emotiva della protagonista e dal rapporto che costruirà con la famiglia umana che la accoglie. È una scelta che potrebbe distinguere il film all’interno di un panorama spesso dominato dagli effetti speciali, riportando l’attenzione sui personaggi e sulle emozioni.

Taika Waititi sembra aver trovato un progetto più adatto al suo stile rispetto ad Akira

Per molti anni Taika Waititi è stato associato alla tanto discussa trasposizione live-action di Akira, uno dei progetti più ambiziosi mai annunciati a Hollywood. Tuttavia il film non è mai riuscito a entrare realmente in produzione e, dopo numerosi rinvii, i diritti dell’opera sono infine scaduti, mettendo di fatto fine a quella versione del progetto.

Osservando il trailer di Klara e il Sole, questa evoluzione appare quasi naturale. Lo stile registico di Waititi, che alterna malinconia, ironia e umanità, sembra infatti adattarsi molto meglio a una storia costruita sulle emozioni piuttosto che al caos visionario e nichilista di Akira. Il regista ha spesso dimostrato di saper raccontare personaggi ingenui alle prese con mondi complicati, trasformando la loro vulnerabilità nella vera forza narrativa.

Klara e il Sole sembra raccogliere proprio questa eredità, proponendo una fantascienza meno interessata allo spettacolo e più concentrata sui rapporti umani, sulla crescita personale e sulla ricerca di significato.

Jenna Ortega potrebbe trovare in Klara il ruolo più maturo della sua carriera

Negli ultimi anni Jenna Ortega ha costruito una carriera caratterizzata da scelte sempre più varie, passando dall’horror di Scream e X fino al successo mondiale di Mercoledì. Tuttavia molti dei suoi film recenti non sono riusciti a lasciare un segno paragonabile alla popolarità della serie Netflix.

Klara e il Sole potrebbe rappresentare il progetto destinato a cambiare questa percezione. Interpretare un personaggio artificiale significa infatti affidare gran parte della recitazione a sguardi, piccoli gesti e sfumature emotive, evitando gli eccessi e lavorando quasi esclusivamente sulla sottrazione.

Se il film riuscirà davvero a mantenere le promesse mostrate nel trailer, Jenna Ortega potrebbe offrire una delle interpretazioni più mature della sua carriera, dando vita a una protagonista capace di inserirsi tra le figure più memorabili della recente fantascienza.

L’uscita di Klara e il Sole è prevista nelle sale il 23 ottobre 2026 e, almeno sulla carta, tutti gli elementi sembrano esserci perché diventi uno dei film sci-fi più sorprendenti dell’anno.

Redazione
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