La storia e i poteri di Lobo, interpretato da Jason Momoa: ecco cosa c’è da sapere

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Con Supergirl il nuovo DC Universe di James Gunn introduce finalmente sul grande schermo uno dei personaggi più iconici e sopra le righe della storia dei fumetti DC: Lobo, interpretato da Jason Momoa. Dopo aver vestito per anni i panni di Aquaman nel precedente universo cinematografico, l’attore hawaiano debutta finalmente nel ruolo che molti fan ritenevano perfetto per lui fin dal primo giorno. Il risultato è una presenza esplosiva, violenta e irresistibilmente carismatica che, pur occupando uno spazio limitato nel film, riesce a lasciare un’impressione fortissima.

Ma chi è davvero Lobo? Perché è considerato uno degli esseri più pericolosi dell’universo DC? E soprattutto, quale futuro potrebbe avere dopo il suo esordio in Supergirl? Per comprenderlo bisogna tornare alle sue origini fumettistiche, a un personaggio nato come semplice antagonista e diventato negli anni uno degli anti-eroi più popolari dell’universo DC.

Le origini di Lobo raccontano il paradosso del personaggio più folle e violento della DC

Lobo compare per la prima volta nei fumetti nel 1983, ma è negli anni Novanta che diventa un autentico fenomeno culturale. Creato da Roger Slifer e Keith Giffen, il personaggio nasce inizialmente come un classico criminale spaziale, salvo poi trasformarsi progressivamente in una parodia estrema degli antieroi violenti che dominavano il fumetto americano dell’epoca. Giacca di pelle, dreadlocks, motociclette spaziali, umorismo nero e un’incontenibile passione per la distruzione diventano il suo marchio di fabbrica.

La sua storia personale è ancora più folle. Nato sul pianeta Czarnia, un mondo abitato da una civiltà incredibilmente pacifica, Lobo rappresenta l’esatto opposto della sua specie. Fin da bambino manifesta una natura sadica e distruttiva che culmina nel gesto destinato a renderlo leggendario: stermina l’intera popolazione del proprio pianeta utilizzando un virus creato da lui stesso. Da quel momento diventa “L’Ultimo Czarniano”, un titolo che porta con orgoglio e che contribuisce ad alimentare la sua fama di essere praticamente immortale.

Nel film Supergirl questa complessa mitologia viene sintetizzata in poche battute, ma resta perfettamente fedele allo spirito dei fumetti. Kara lo descrive come un cacciatore di taglie immortale convinto della propria superiorità, responsabile dell’annientamento dell’intero pianeta natale. Bastano poche informazioni per far comprendere allo spettatore che Lobo non è semplicemente un mercenario, ma una vera forza della natura.

I poteri di Lobo lo rendono uno dei pochi personaggi capaci di affrontare Superman

Jason Momoa Lobo Supergirl

Se la personalità è il primo elemento che colpisce, sono i suoi poteri a renderlo davvero temibile. Nei fumetti Lobo appartiene alla ristrettissima categoria di personaggi che possono affrontare Superman praticamente ad armi pari. La sua forza fisica è enorme, tanto da poter competere con i Kryptoniani nei combattimenti corpo a corpo, mentre la resistenza gli permette di sopravvivere praticamente a qualsiasi situazione.

La caratteristica più impressionante resta però il suo straordinario fattore rigenerante. Lobo può ricostruire completamente il proprio corpo persino partendo da una singola goccia di sangue, una capacità che supera perfino quella di personaggi come Wolverine o Deadpool. A questo si aggiunge la possibilità di sopravvivere nello spazio aperto, alle temperature più estreme e a qualunque ambiente ostile, qualità che gli consentono di attraversare la galassia a bordo della sua inseparabile motocicletta spaziale, la celebre Spacehog.

La leggenda del personaggio diventa ancora più estrema quando i fumetti raccontano che Lobo è stato bandito sia dal Paradiso sia dall’Inferno. In pratica non esiste alcun luogo nell’aldilà disposto ad accoglierlo, rendendolo di fatto incapace di morire definitivamente. È un dettaglio che il DC Universe cinematografico non ha ancora confermato, ma che potrebbe essere introdotto nei prossimi capitoli.

Anche il film di Craig Gillespie riproduce con grande fedeltà il look classico del personaggio, le sue armi preferite – in particolare il gigantesco uncino collegato a una catena – e naturalmente la Spacehog, elementi che fanno immediatamente riconoscere il “Main Man” agli appassionati dei fumetti.

Il ruolo di Lobo in Supergirl prepara qualcosa di molto più grande nel DC Universe

Nel corso di Supergirl, Lobo entra in scena come cacciatore di taglie sulle tracce del brigante Drom Baxton. È proprio questa missione a incrociare il suo percorso con quello di Kara Zor-El e Ruthye, impegnate nella caccia a Krem delle Colline Gialle. Inizialmente il suo unico interesse è riscuotere la ricompensa, ma il caos provocato dall’arrivo dei Brigands cambia completamente la situazione.

Dopo essere stato catturato e imprigionato, Lobo viene liberato proprio da Ruthye, gesto che sembra guadagnarsi il suo rispetto. Da quel momento partecipa allo scontro finale recuperando la propria Spacehog, eliminando la sua preda e contribuendo in maniera decisiva alla distruzione della nave dei Brigands. Pur restando fedele alla propria natura opportunista, dimostra un codice d’onore tutto suo, coerente con la versione più moderna del personaggio, spesso sospesa tra villain e anti-eroe.

Il film suggerisce anche un particolare interessante: quando Kara prende la decisione definitiva nei confronti di Krem, Lobo osserva la scena da lontano approvando silenziosamente la scelta della kryptoniana. È un momento che racconta molto della filosofia del personaggio, convinto che alcune situazioni possano essere risolte soltanto con la forza.

Jason Momoa sembra destinato a diventare il volto definitivo di Lobo

Il debutto cinematografico lascia pochi dubbi sul fatto che il DC Universe abbia grandi piani per Lobo. Sebbene DC Studios non abbia ancora annunciato ufficialmente il prossimo progetto live-action dedicato al personaggio, diverse indiscrezioni indicano una possibile presenza anche nella futura serie animata dedicata a Starfire, oltre naturalmente a nuovi film ambientati nel DCU.

La scelta di Jason Momoa appare inoltre particolarmente significativa. L’attore aveva più volte dichiarato che Lobo fosse il personaggio dei fumetti che avrebbe sempre voluto interpretare e, secondo alcuni retroscena, sarebbe stato tra i primi a scrivere a James Gunn quando quest’ultimo è stato nominato alla guida di DC Studios, limitandosi a un messaggio inequivocabile: “Lobo”.

Guardando il risultato finale è difficile immaginare un interprete più adatto. Momoa porta sullo schermo la fisicità, il sarcasmo, la brutalità e il carisma necessari per trasformare Lobo in una delle figure più riconoscibili del nuovo universo DC. Se Superman rappresenta la speranza e Supergirl il cuore emotivo della nuova saga, Lobo potrebbe diventarne l’elemento più imprevedibile e anarchico, capace di attraversare qualunque storia senza appartenere davvero a nessuno.

Redazione
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