La casa – Il rogo del male: come il film si allontana sempre più dalla visione originale di Sam Raimi

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La casa – Il rogo del male riporta sul grande schermo la storica saga horror con un nuovo capitolo, proseguendo il percorso iniziato con il reboot che aveva preso una direzione molto diversa rispetto alla trilogia originale di Sam Raimi. Quando Raimi realizzò il primo La casa (Evil Dead), il film entrò rapidamente nella famigerata lista dei “Video Nasties” degli anni Ottanta. Pur essendo finito nell’elenco per l’estrema violenza, il sangue a fiumi e alcune sequenze controverse, come quella delle liane assassine, il film conteneva già diversi elementi di horror mescolati alla commedia.

Con La casa 2 nacque addirittura un nuovo sottogenere, lo Splatstick, che univa la passione di Sam Raimi per gli horror splatter al suo amore per la comicità slapstick, in particolare quella del trio The Three Stooges. Raimi era talmente affezionato al celebre gruppo comico che iniziò a chiamare Fake Shemps tutti i cameo presenti nei suoi film, un riferimento a Shemp Howard. Shemp, il quarto e meno noto membro dei Three Stooges, morì nel 1955, ma nei film successivi il gruppo continuò a “utilizzarlo” grazie a montaggi ingegnosi e controfigure.

Tutto cambiò però quando la saga tornò nel 2013 con il reboot La casa diretto da Fede Álvarez. Il film eliminò completamente la componente comica della trilogia originale, scegliendo invece una direzione improntata a un horror spietato e senza tregua. Il sangue e la violenza erano ancora presenti, anzi risultavano persino più estremi rispetto ai film di Raimi, ma lo spirito dell’opera era profondamente diverso. La comicità era completamente scomparsa.

Maude Davey, Tandi Wright, Hunter Doohan e Souheila Yacoub in La Casa - Il rogo del male
Maude Davey, Tandi Wright, Hunter Doohan e Souheila Yacoub in La Casa – Il rogo del male

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La casa – Il rogo del male continua a puntare sull’oscurità della saga

La casa – Il rogo del male, in arrivo nelle sale l’8 luglio, prosegue la strada intrapresa dal reboot del 2013, eliminando definitivamente qualsiasi elemento comico dalla serie. Dopo l’horror soffocante del film di Fede Álvarez, Lee Cronin ha raccolto il testimone con La casa – Il risveglio del male (Evil Dead Rise) nel 2023. Pur mantenendo l’inventiva registica e i movimenti di macchina tipici di Sam Raimi, il film non riproponeva più lo spirito Splatstick tanto amato dai fan storici. Era un horror puro, che non concedeva tregua fino all’ultimo minuto.

La casa – Il rogo del male segue la stessa filosofia con un nuovo regista, Sébastien Vaniček, e tutto lascia pensare che il pubblico abbia accolto positivamente questa nuova impostazione, tanto che un quarto capitolo è già previsto per il 2028 e sarà diretto da Francis Galluppi. La casa – Il risveglio del male è stato accolto molto bene dalla critica, ottenendo l’85% su Rotten Tomatoes e un indice di gradimento del pubblico del 76%. Anche al botteghino il film è stato un successo, incassando 147,1 milioni di dollari a fronte di un budget compreso tra i 15 e i 19 milioni. Se il nuovo film riuscirà ad avvicinarsi a quei risultati, sarà difficile sostenere che il cambio di rotta non abbia funzionato.

Luciane Buchanan in La Casa - Il rogo del male
Luciane Buchanan in La Casa – Il rogo del male

Il tono ironico di Sam Raimi è ormai scomparso dalla saga

Il primo La casa non veniva presentato come una commedia horror, ma già allora offriva diversi momenti che ancora oggi possono far sorridere gli spettatori, probabilmente anche senza che Sam Raimi lo avesse pianificato consapevolmente. Gran parte di quell’effetto derivava dal budget ridotto, dall’approccio artigianale alla regia e dalle battute di Bruce Campbell.

Con La casa 2 Raimi accentuò volontariamente la componente comica, mentre in L’armata delle tenebre la commedia finì addirittura per prevalere sull’horror. Anche la serie televisiva Ash vs Evil Dead, arrivata due anni dopo il reboot del 2013, recuperò gran parte di quell’umorismo tipico della trilogia originale.

Detto questo, Bruce Campbell ha più volte ricordato che la saga nacque inizialmente come un horror puro. “Abbiamo coniato il termine Splatstick con La casa 2“, ha spiegato l’attore. “È horror e commedia insieme, ma è un equilibrio molto delicato. Abbiamo iniziato ad aggiungere comicità ai film horror perché eravamo stanchi di vedere la gente svenire durante il primo La casa. C’erano scene davvero estreme. Era un film senza classificazione”. Campbell ha inoltre ribadito che il primo capitolo era stato concepito come un horror privo di qualsiasi intento comico.

Ci sono ancora molti fan che rimpiangono la vena ironica della saga, ma oggi La casa sembra puntare soprattutto sul proprio potenziale commerciale. E, guardando agli incassi, i capitoli più recenti, costruiti quasi esclusivamente sul terrore, hanno ottenuto risultati migliori rispetto alla trilogia di Sam Raimi, che conquistò il proprio status di culto soprattutto grazie al mercato dell’home video. In questo senso, il cambio di rotta ha permesso alla saga di raggiungere un successo commerciale che nemmeno Raimi era riuscito a ottenere al cinema, anche se il prezzo da pagare è stato l’abbandono quasi totale della componente comica in favore di un orrore senza compromessi.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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