Il prossimo horror di Robert Eggers, Werwulf, infrange alcune delle regole più importanti seguite dalla maggior parte dei film appartenenti allo stesso sottogenere, e sembra essere la scelta migliore possibile per questa nuova uscita. Sebbene Robert Eggers abbia diretto finora solo quattro lungometraggi, ciascuno di essi è riuscito a lasciare il segno presso pubblico e critica, a partire da The Witch, uscito nel 2015 e ancora oggi considerato uno dei migliori esempi di horror storico. Anche The Lighthouse (2019), The Northman (2022) e Nosferatu (2024) sono stati al centro del dibattito cinematografico.
Con questo percorso alle spalle, l’arrivo di Werwulf, previsto per il 2026, rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di cinema, soprattutto dagli amanti dell’horror. I film di Robert Eggers hanno sempre proposto interpretazioni originali e personali dei miti soprannaturali che hanno raccontato, perciò il fatto che il regista si confronti ora con una storia di licantropi è particolarmente promettente, soprattutto dopo il successo ottenuto con Nosferatu.
È interessante notare, però, che Robert Eggers ha spiegato come Werwulf non seguirà semplicemente tutte le convenzioni e le tradizioni consolidate nel corso degli anni riguardo ai licantropi e alle loro storie. Al contrario, il film sceglierà una strada tutta sua. Proprio il fatto che Werwulf eviti alcune delle regole più iconiche del genere lo rende ancora più originale.
Robert Eggers conferma che Werwulf evita due delle principali regole dei film sui licantropi
In un’intervista a Esquire, il regista Robert Eggers ha approfondito le sue intenzioni per il nuovo horror storico, rivelando che il modo in cui il film affronta il mito del licantropo si discosta da molte delle convenzioni normalmente adottate in produzioni simili.
Eggers ha infatti spiegato che “tutti i cliché del morso del lupo mannaro, dei proiettili d’argento e di molti elementi che col tempo sono diventati quasi caricaturali non esistono nella mitologia di questo film“. Questo significa che Werwulf sarà molto diverso dalla maggior parte degli horror dedicati ai licantropi e che le creature protagoniste saranno probabilmente molto più imprevedibili e pericolose, dato che il pubblico non potrà fare affidamento sulle regole tradizionali per immaginare cosa accadrà.
Considerando che anche Nosferatu, il precedente film di Robert Eggers, reinterpretava in maniera personale il mito dei vampiri e le sue “regole”, sapere che Werwulf farà lo stesso con la licantropia rappresenta un dettaglio estremamente promettente. Questo rende anche il trailer del film ancora più interessante, perché offrirà i primi indizi sulla direzione scelta per rappresentare queste creature soprannaturali.
Perché eliminare le classiche regole dei licantropi è la scelta giusta
Uno degli strumenti più efficaci per costruire un horror è alimentare tensione e incertezza, lasciando lo spettatore senza la certezza che ciò che teme possa davvero accadere. Eliminare le regole consolidate dei racconti sui licantropi funziona perfettamente in questo senso, perché il pubblico entrerà nel film sapendo che qui le cose funzionano diversamente, oppure scoprirà questa differenza direttamente durante la visione.
Allo stesso tempo, permettere a Werwulf di sviluppare una propria interpretazione della licantropia contribuirà a conferirgli un’identità ben definita, distinguendolo facilmente dagli altri film dedicati ai lupi mannari ed evitando che la sua storia venga percepita come una semplice riproposizione di quanto già visto nel sottogenere horror.
Per questo motivo, la scelta di abbandonare alcune delle regole più radicate del cinema sui licantropi sembra essere la decisione ideale per Werwulf. È anche uno dei motivi che rendono il film così atteso: sarà interessante scoprire sul grande schermo quale sarà la visione dei licantropi proposta da Robert Eggers e capire quali tradizioni del mito verranno mantenute e quali, invece, completamente riscritte.
