Road to Oscar 2017: i candidati per la migliore regia

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L’Oscar alla migliore regia è senza dubbio quello più ambito e prestigioso, e anche per questo è il premio che viene assegnato a fine cerimonia di premiazione agli Academy Awards, secondo solo a quello per il miglior film.

Fioccano le scommesse sui papabili vincitori, e quale categoria è la più dibattuta se non quella per la Migliore Regia?

Il prossimo 26 febbraio il famoso presentatore americano Jimmy Kimmel, ci accompagnerà alla scoperta dei vincitori degli Oscar 2017. Ormai giunta alla veneranda età di 89 anni, la serata degli Academy Awards si dimostrerà come sempre piena di sfarzo e spettacolarità, tra numeri e star di altissimo livello.

3Barry Jenkins per Moonlight

Al suo secondo lungometraggio, il giovane regista afroamericano viene nominato agli Oscar 2017 per Moonlight, storia semi-autobiografica che segue le vicende di un ragazzo di colore alla scoperta della vita di strada e della propria sessualità. Jenkins, anche sceneggiatore, scandisce la pellicola in tre atti – corrispondenti alle tre principali fasi di crescita del protagonista (giovinezza, adolescenza ed età adulta). Vengono trattate tematiche spinose come la vita dei sobborghi “neri” di Miami, la dipendenza da droghe e l’omosessualità, con sguardo indagatore e crudo, col quale il regista non ha paura di mostrare i vari momenti di pura violenza che costellano la vita del giovane Chiron.

Jenkins ha evitato appositamente che i tre attori che interpretano le tre fasi della vita di Chiron si incontrassero durante le riprese, affinché ognuno di loro potesse costruire con la propria personalità e le proprie caratteristiche, il personaggio del protagonista. Questo tipo di attitudine, assieme alla volontà del regista di girare l’80% delle scene nei veri, sporchi e poveri (cit.) sobborghi di Miami, fanno di Jenkins un director estremamente fedele al dato reale e interessato alle tematiche sociali.