Supergirl ripete uno dei problemi più ricorrenti dei cinecomic con protagoniste femminili? Analisi del film DC

-

Il nuovo Supergirl di Craig Gillespie ha riacceso il dibattito attorno ai cinecomic guidati da protagoniste femminili. Nonostante il film abbia diviso la critica e il pubblico, molti concordano su un punto: Milly Alcock offre una prova convincente nei panni di Kara Zor-El, dando vita a una Supergirl più impulsiva, vulnerabile e imperfetta rispetto alle precedenti incarnazioni del personaggio. Eppure, accanto ai pregi dell’adattamento, emerge anche una scelta narrativa che continua una tendenza sempre più evidente nel cinema supereroistico contemporaneo.

La questione riguarda il villain Krem delle Colline Gialle, interpretato da Matthias Schoenaerts. Nei fumetti di Supergirl: Woman of Tomorrow, Krem è già un criminale responsabile di massacri e atrocità su scala galattica. Il film, però, modifica profondamente la sua caratterizzazione, trasformandolo nel capo di una banda che rapisce giovani ragazze destinate a diventare “spose” dei Brigands. Una modifica che non cambia soltanto il personaggio, ma introduce nella storia un tema completamente assente nell’opera originale.

È una scelta che inevitabilmente apre una riflessione più ampia. Negli ultimi anni diversi film e serie dedicate a supereroine hanno costruito il conflitto principale attorno a dinamiche di sfruttamento, perdita di autonomia o violenza esercitata sulle donne. Si tratta di temi reali e importanti, ma la loro continua riproposizione rischia di restringere il tipo di storie che il cinema sceglie di raccontare quando la protagonista è una donna.

Da Black Widow a Jessica Jones: perché tante supereroine affrontano sempre lo stesso tipo di trauma?

Milly alcock in volo come Supergirl

Il caso di Supergirl non è isolato. Basta guardare alcuni dei più importanti adattamenti degli ultimi anni per accorgersi di una tendenza ricorrente. In Black Widow, Natasha Romanoff affronta direttamente il sistema che l’ha privata della libertà fin dall’infanzia, diventando vittima di manipolazione e sfruttamento. In Captain Marvel, Carol Danvers scopre di essere stata privata dei propri ricordi e trasformata in un’arma dall’Impero Kree. In Jessica Jones, probabilmente il caso più estremo, l’intera serie ruota attorno alle conseguenze psicologiche degli abusi subiti dalla protagonista attraverso il controllo mentale di Kilgrave.

Naturalmente ogni opera affronta questi temi in modo diverso. Jessica Jones, ad esempio, nasce proprio con l’obiettivo di raccontare il trauma e le sue conseguenze, scegliendo volutamente un tono adulto e profondamente drammatico. Diverso è il discorso per produzioni pensate come grandi blockbuster destinati a un pubblico molto ampio.

In Supergirl, infatti, il tema dello sfruttamento delle giovani prigioniere non diventa mai il vero centro emotivo della narrazione. Rimane soprattutto uno strumento per rendere Krem ancora più odioso agli occhi dello spettatore. Ma era davvero necessario?

Nei fumetti Krem funzionava già come antagonista senza questa modifica

Milly Alcock in Supergirl
Milly Alcock in Supergirl. Foto di Warner Bros. Pictures ©

Uno degli aspetti più interessanti dell’opera originale di Tom King e Bilquis Evely è che Krem rappresenta già una minaccia credibile senza ricorrere a questo tipo di aggiunta narrativa. È un assassino, un predatore, un uomo responsabile del massacro della famiglia di Ruthye e di numerosi altri crimini. Il lettore non ha mai dubbi sulla sua malvagità.

Il film decide invece di accentuare ulteriormente il personaggio, trasformandolo in un trafficante di esseri umani. L’effetto, però, cambia anche il tono della storia. L’attenzione si sposta parzialmente dal viaggio emotivo di Kara e Ruthye verso una rappresentazione della violenza che, pur rimanendo suggerita e mai esplicita, pesa inevitabilmente sull’intero racconto.

È una differenza significativa rispetto al fumetto, che riusciva a raccontare vendetta, dolore, crescita personale e perdita senza introdurre questo ulteriore livello di brutalità.

Il viaggio di Kara avrebbe funzionato anche senza modificare il villain

Matthias Schoenaerts in Supergirl
Matthias Schoenaerts in Supergirl

Il cuore di Supergirl: Woman of Tomorrow è sempre stato il rapporto tra Kara e Ruthye. Due personaggi accomunati dal lutto che imparano, lentamente, a non lasciare che il desiderio di vendetta definisca completamente la loro esistenza. È una storia di elaborazione del dolore, di responsabilità e di maturazione.

Anche nel film questi elementi rimangono presenti e rappresentano probabilmente la parte più riuscita dell’opera. Milly Alcock costruisce una Kara fragile ma combattiva, lontana dall’immagine della supereroina perfetta, mentre Eve Ridley dà a Ruthye una forza emotiva sorprendente.

Proprio per questo la modifica apportata a Krem appare quasi superflua. Il personaggio era già abbastanza terribile perché il pubblico desiderasse la sua sconfitta. Era davvero necessario aggiungere un ulteriore livello di orrore per giustificare lo scontro finale?

Il vero interrogativo riguarda il futuro delle supereroine al cinema

Supergirl recensione film
Milly Alcock in Supergirl. Foto di Warner Bros. Pictures ©

Più che il singolo cambiamento, è la somma di queste scelte a far riflettere. Quando le protagoniste sono donne, il conflitto finisce molto spesso per ruotare attorno a forme di abuso, manipolazione o sfruttamento. Non perché questi temi non meritino di essere raccontati, ma perché rischiano di diventare quasi l’unica strada percorribile.

Supergirl dimostra che Kara Zor-El può sostenere perfettamente un film grazie alla sua personalità, al suo percorso di crescita e al rapporto con Ruthye. La sua storia non aveva bisogno di aggiungere nuove forme di violenza per risultare intensa.

Forse la vera sfida dei prossimi cinecomic sarà proprio questa: permettere alle supereroine di affrontare minacce, dilemmi morali e avventure epiche senza sentirsi obbligati ad associare la loro crescita personale a traumi di natura sempre simile. Sarebbe un passo importante non solo per il genere supereroistico, ma anche per offrire una maggiore varietà di racconti e di protagoniste sul grande schermo.

Redazione
Redazione
La redazione di Cinefilos.it è formata da un gruppo variegato di appassionati di cinema. Tra studenti, critici, giornalisti e aspiranti scrittori, il nostro gruppo cresce ogni giorno, per offrire ai lettori novità, curiosità e informazione sul mondo della settima arte.
- Pubblicità -

ALTRE STORIE

- Pubblicità -