Amori Elementari cristiana capotondi Sergio Basso, Cristiana Capotondi e Andrey Chernyshov, insieme ai piccoli Rachele Cremona, Andrea Pittorino, Laura Gaia Piacentile, Anya Potebnya e Maxim Bychkov hanno presenziato la conferenza stampa per il film Amori Elementari, in uscita nella sale italiane dal 20 Febbraio, per una produzione Academy Two.

 
 

Il centro del film sono gli amori, le amicizie, e i legami alla base della pre-adolescenza.

La pellicola è prodotta con l’aiuto del centro Sperimentale di Cinematografia, che aveva già co-prodotto sempre insieme alla Russia il film Dieci Inverni che manteneva la stessa ambientazione, tant’è vero che in sala sono presenti il presidente e i delegati di produzione del Centro Sperimentale e di Rai Cinema. È presente anche la troupe russa, fondamentale per le riprese del film.

Il film è un’opera prima del regista Sergio Basso a cui viene chiesto della capacità- forse solo italiana- di far recitare i bambini sul grande schermo tirando fuori il meglio da loro; il punto di vista del film- grazie a regista e sceneggiatori- è quello di un bambino di dieci anni: l’unico sguardo in grado di raccontare, per la prima volta, i turbamenti degli amori folli e platonici che si provano durante quella delicata fase di passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza. La storia è stata pensata a misura di bambino, per far emozionare il pubblico più piccolo- ed esigente!- durante la visione: infatti, hanno lavorato molto con i bambini nelle classi per realizzare un prodotto… proprio a misura di bambino!

Cristiana Capotondi interpreta un personaggio molto naif, pur non essendolo più anagraficamente: il suo approccio al personaggio (così diretto, schietto come solo i bambini possono essere) è stato quello di una sorta di fata turchina moderna, spontanea, “senza pelle”, filtrata attraverso l’ottica dei piccoli co-protagonisti. Il film per lei è un’opera prima particolare, con degli elementi originali per essere una “prima volta” cinematografica.

Amori ElementariIl protagonista maschile Andrey Chernyshov si dichiara emozionato dopo la prima visione del film; è rimasto meravigliato dall’enorme lavorato portato avanti dal regista, definito addirittura “talentuoso”. Il ruolo di Chernyshov non è molto ampio né strutturato nel film, ma si dichiara fiero di averne preso parte avrebbe volentieri dato anche qualcosa in più, proprio per l’abilità di Basso di creare un mondo “altro” che è specchio del suo mondo interiore. Si dichiara anche fiero di aver lavorato con la Capotondi.

Basso ha parlato della sua attenzione per i “dettagli”: hanno lavorato- a partire dalle selezioni- in un modo teatrale, prima come in un workshop per trovare il casting adatto; poi dividendosi tra prove e letture (per molti bambini era la prima volta davanti alla macchina da presa), infatti poi si influenzavano a vicenda osservandosi sul set, adattandosi all’energia sottile che aleggiava nell’aria.

Basso esordisce alla “finzione” dopo una formazione da documentarista: è stato un passaggio fondamentale, perché la voglia di cavalcare l’energia della realtà a discapito della finzione (senza la ricerca spasmodica di una soluzione per imbrigliarla) ha contribuito alla resa naturalistica del film; come pure l’introduzione dell’elemento sportivo, perché i bambini si esprimono più fisicamente che verbalmente. Hanno cercato di comunicare, con freschezza, le emozioni che per la prima volta provano i bambini attraverso il loro linguaggio.

I film dedicati ai bambini sono pochi, questo è una rarità forse nel panorama odierno: la pellicola parla anche agli adulti, racconta delle dinamiche adulte che possono essere lette però con l’ottica dei bambini, ritrovando quella purezza e filtrando la realtà con l’occhio di un bambino di dieci anni.

Un’altra domanda coinvolge di nuovo la Capotondi, e riguarda la scelta che l’ha spinta a prendere parte a questo film e come si inserisce questa scelta nella sua particolare carriera.

La spinta necessaria è stata dettata dal desiderio di realizzare ancora un’opera prima: perché dietro c’è una storia, una ricerca travagliata che quando viene alla luce è simile ad una nascita miracolosa. Il riferimento del film non è legato solo al mondo dei bambini ma soprattutto a quello degli adulti, che si dovrebbero reinventare sempre. Un altro elemento che voleva raccontare era l’importanza dello sport a livello formativo soprattutto in un’età pre-adolescenziale, un periodo ancora vivo nella mente della Capotondi che ha percorso una sorta di seduta di psicanalisi durante tutte le riprese.

Vengono, ovviamente, intervistati anche i piccoli protagonisti del film, alcuni alle prime armi altri già “navigati” (nonostante la giovane età!). Sergio Basso ha seguito la loro crescita, li ha visti cambiare progressivamente mentre giravano. Alcuni hanno trovato dei punti di contatto con i loro personaggi (la piccola interprete di Matilde, o di Katerina ad esempio) mentre per altri si è trattato di scavare più a fondo (come per l’interprete di Agata o del piccolo Tobia). Gli attori russi Bychkov e Potebnya hanno già avuto altre piccole esperienze cinematografiche, ma questa per loro è la prima grande occasione internazionale…. Bisognerà tenerli d’occhio e vedere se questa esperienza italiana porterà loro fortuna!

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Ex bambina prodigio come Shirley Temple, col tempo si è guastata con la crescita e ha perso i boccoli biondi, sostituiti dall'immancabile pixie/ bob alternativo castano rossiccio. Ventiquattro anni, di cui una decina abbondanti passati a scrivere e ad imbrattare sudate carte. Collabora felicemente con Cinefilos.it dal 2011, facendo ciò che ama di più: parlare di cinema e assistere ai buffet delle anteprime. Passa senza sosta dal cinema, al teatro, alla narrativa. Logorroica, cinica ed ironica, continuerà a fare danni, almeno finché non si ritirerà su uno sperduto atollo della Florida a pescare aragoste, bere rum e fumare sigari come Hemingway, magari in compagnia di Michael Fassbender e Jake Gyllenhaal.