In un lunedì dalle tinte grigie, con tassi d’umidità inumani a un passo dalla neve, Berlino diventa oggi ancora più protagonista, oltre il Festival del Cinema. La capitale tedesca è infatti al centro di Alone in Berlin (qui la nostra recensione), il nuovo film di Vincent Perez in concorso alla 66a Berlinale. La vera storia di Otto e Elena Hampel (nel film Otto e Anna Quangel), fautori di una piccola resistenza silenziosa contro il Terzo Reich, secondo le interpretazioni straordinarie di Brendan Gleeson, Emma Thompson e Daniel Bruhl, presenti in conferenza stampa insieme al loro regista.

Alone+Berlin+Photo+Call+66th+Berlinale+International+yLYDg30KYiZx“Si tratta di una storia tuttora attuale” ha detto proprio Bruhl, che nel film è un investigatore della polizia tedesca, “è importante fronteggiare costantemente l’insorgere degli estremismi di destra, con lo stesso coraggio che hanno avuto i protagonisti del film.” Protagonisti legati da un profondo amore e da un senso di giustizia universale: “È il ritratto di un matrimonio che rinasce dalle sue stesse ceneri. Parliamo di una coppia normalissima, non di due facinorosi, due persone che conducono una vita normale finché il lutto del figlio non sconvolge tutti gli equilibri. Insieme lo superano e iniziano a ribellarsi, a fronteggiare uno dei peggiori estremismi della nostra storia. In un certo senso è una storia d’amore universale” hanno detto all’unisono Gleeson e la Thompson, perfetti alleati anche nella realtà.

Alone+Berlin+Press+Conference+66th+Berlinale+NMuimmXaJAgxIl film ha molto della poetica classica del neorealismo italiano, così come di molti film tedeschi degli anni ’20, “mi sono ispirato principalmente a Una Giornata Particolare di Ettore Scola, del 1977″ ha detto il regista. “Prima di iniziare le riprese abbiamo rivisto con tutto il team questo film straordinario e ne abbiamo discusso, si tratta in fondo di un racconto intimo, privato e molto personale. Un film che racconta come redimersi dal senso di colpa, cosa che sento di avere ereditato essendo in parte tedesco. Nonostante mia madre non mi abbia mai raccontato come fosse la Germania “dall’interno”, mi sono aiutato con il libro, fondamentale per capire la paura che serpeggiava nella città in quegli anni. Questo progetto deve aiutarci a ricordare.”