Il Mundial Dimenticato

Subito dopo la proiezione del film Il mundial dimenticato, Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni,  registi e sceneggiatori del film, incontrano la stampa.

Molte delle domande ovviamente vertono sul sottile filo sul quale corre il film, tra realtà e finzione, e sono gli stessi autori a sottolineare più volte come spesso l’opera venga fraintesa e creduta veramente un documentario.

Il produttore, Daniele Mazzocca, ci tiene a definire il film un mockumentary, per poi illustrare come abbia avuto un ruolo importante per il lancio del film anche la campagna mediatica virale ideata dall’agenzia TBWA che viene illustrata dal direttore Geo Ceccarelli:

“Nel momento in cui abbiamo accettato di collaborare alla promozione de Il mundial dimenticato, ci siamo trovati di fronte ad un problema ma anche ad una prospettiva: il budget per la campagna era basso, ma ci si apriva l’opportunità di diventare partner della casa di produzione, quindi ampliare ad una nuova caratteristica l’offerta della nostra agenzia. Per la campagna, abbiamo diffuso su Youtube e altri siti molto visitati il video con Buffon che parla del “metodo Mapuche”. In una settimana il video ha avuto 200.000 visualizzazioni, poi ci sono stati i fuori onda di Fabio Caressa su Sky e infine, ma questa volta del tutto spontaneamente, anche Fabio Volo ha messo in scena il “metodo Mapuche” del portiere del film durante la sua trasmissione, consideriamo quindi l’operazione un vero successo”.

I due registi nascono come documentaristi e si sono occupati di calcio già in altre occasioni realizzando documentari su altri mondiali, questa volta veri, e su diversi campioni.

Come avete convinto i calciatori famosi a stare al vostro gioco? Erano informati o li avete sorpresi con la domanda sui mondiali del 1942?

“In realtà, stavamo realizzando un documentario sulle vere vicissitudini della coppa Rimet, che è misteriosamente stata rubata nel 1984 in Brasile, quindi stavamo già facendo le interviste con i vertici della FIFA e ai giocatori, ad alcuni di questi, a margine dell’intervista, abbiamo spiegato che stavamo anche realizzando questo film, e abbiamo posto loro la domanda, sono tutti stati molto disponibili.”

Un altro fattore di curiosità ed interesse è la tecnica usata per invecchiare il finto materiale d’archivio:

“Abbiamo realizzato tutto in postproduzione, dove abbiamo anche fatto delle aggiunte in 3D grafico, la guglia dello stadio è infatti realizzata con questa tecnica; quello che è divertente, è che questo film non ha ancora visto la pellicola, è stato realizzato in digitale e tutt’ora è così, forse lo porteremo in pellicola solo per la proiezione in sala”.