Indiana Jones e il Quadrante del Destino: l’incontro con i protagonisti

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James Mangold, Harrison Ford, Phoebe Waller-Bridge e Mads Mikkelsen hanno partecipato all’incontro stampa di Indiana Jones e il Quadrante del Destino, quinto e con ogni probabilità ultimo viaggio del Professor Jones di Ford sul grande schermo.

La prima particolarità di questo capitolo del franchise rispetto ai quattro precedenti è che sulla sedia di regia non c’è Steven Spielberg, ma il bravo James Mangold che, dell’esperienza a dirigere Ford e compagnia dice: “Emozionante, stimolante. Uno degli elementi più attraenti nel decidere di far parte di questa impresa è stata la compagnia. Sono cresciuto ammirando questi film. Sono cresciuto ammirando Harrison, Steven, Kathy Kennedy, George Lucas, John Williams. Queste sono tutte persone che hanno plasmato il mio amore per la cinematografia. Quindi l’opportunità è stata gloriosa, ma anche il calore con cui mi hanno accolto a bordo è stato ciò che mi ha davvero fatto desiderare di fare questo film, mi sentivo come se stessi per vivere una delle grandi esperienze della vita.”

La sfida più difficile per Mangold è stata la componente action del film: “Ovviamente, c’è molta logistica, acrobazie, sparatorie e molte location diverse, ci siamo spostati tanto e abbiamo avuto una squadra eccezionale. Ma la sfida più grande è stata assicurarmi che il film avesse un cuore e che queste persone meravigliose avessero lo spazio per portare l’umanità in quello che è un film su larga scala. Non c’è nessuna ragione per cui un film su larga scala non debba avere umanità. Il mio obbiettivo è coniugare le due cose: possiamo avere spettacolo e un’avventura sul grande schermo, ma anche le eccentricità e le meravigliose contraddizioni della condizione umana. E questo è, più di ogni altra cosa, la vera sfida per me perché in mezzo a tutta la tecnologia, e le infrastrutture, le dimensioni dell’equipaggio e dimensioni di tutto, devi proteggere questo tipo di bolla che non può essere pianificato in uno storyboard e non può essere riprodotta al computer. Quello di cui ha bisogno per accadere, deve accadere organicamente attraverso la recitazione di queste persone meravigliose, e gli altri nel cast, e io stesso che riprendo, e con la sceneggiatura. È un altro tipo di effetto speciale, qualcosa di magico.”

Torna a indossa Fedora e frusta Harrison Ford, che nonostante gli anni è ancora in splendida forma, ironico e ruvido, proprio come abbiamo imparato ad amarlo nel ruolo del professore archeologo con la fobia dei serpenti. “Penso che i punti di forza di Indiana Jones siano vari – spiega Ford – Li abbiamo raccontati nel corso di quattro film e ora stiamo entrando in una nuova fase della sua vita. E lo stiamo vedendo dopo un’assenza di 15 anni. È invecchiato un po’. Sta andando in pensione. Lo incontriamo nel giorno del suo ritiro dall’accademia, che non è stata stimolante per lui. Penso che lo incontriamo in un momento in cui si trova nel punto più basso della sua vita. Credo che drammaturgicamente funzioni davvero bene perché, in quel momento, stiamo anche introducendo il personaggio di Phoebe che è coliche lo stimola a tornare in campo. Quindi suppongo che la sua debolezza sia l’incedere del tempo. Ho ho sempre voluto completare la storia e vederlo alla fine della sua carriera e in definitiva alla fine della sua vita.” “Quando ho letto la sceneggiatura di Indiana Jones e il Quadrante del Destino – continua Harrison Ford ho pensato che fosse una bella storia, un film ambizioso, un modo diverso di raccontare il personaggio e di dirgli addio. La storia ha pensato a un modo per riportare l’interesse in una vita che non ne aveva più.”

Al fianco di Indiana Jones, nel film, c’è la sfuggente Helena, interpretata da Phoebe Waller-Bridge. “Penso che l’arguzia di Helena sia una grande forza, ma anche il suo essere una persona creativa e autosufficiente, ha un buon senso dell’umorismo. C’è una forma di coraggio in lei che può essere frainteso come incoscienza. Quindi anche se è un aspetto che amo di lei, penso anche che sia la cosa che poi la mette nei guai. Penso che lei probabilmente non sappia davvero come chiedere aiuto in modo reale e questo l’ha resa dura.”

E che tipo di relazione instaura con Indy? “Penso che lei sia la persona giusta ad entrare nella sua vita in questo momento perché sembra che lui sia dentro e un vicolo cieco emotivo. È giusto? E penso anche che ora stia vivendo in un’epoca in cui l’attenzione si è spostata. Le persone guardano al futuro. La gente guarda la luna. E non c’è molta passione per quello di cui lui invece è appassionato, cioè il passato. E così, quando arriva lei nella sua vita, non solo porta una ventata di passione per l’archeologia e il passato, ma anche l’avventura e il ricordo del suo vecchio amico, padre di Helena. E credo che questa cosa lo illumini. Solo che lei lo fa in maniera furba, perché ha i suoi scopi secondari. E poi attraverso l’esperienza di questa avventura con Indie impara di nuovo a essere vulnerabile. Mi è piaciuto che questo tipo di rapporto si instauri tra due persone di generazioni diverse.”

Nei panni del villain, il nazista Jürgen Voller, Mads Mikkelsen non perde occasione di diffondere il suo fascino: “Penso che la sua più grande forza, ovvero la fede nel Terzo Reich, sia anche la sua più grande debolezza, perché non è che sia una cosa proprio edificante.” Un villain terribile, quindi, a cui Mikkelsen riesce a dare personalità e carisma, come a tutti i suoi magnifici ritratti di antagonista. “La verità è che non dipende da me, il personaggio era scritto molto bene e i miei colleghi mi hanno aiutato a tirarlo fuori nel migliore dei modi. Ho interpretato tanti cattivi, ma questo è il mio primo nazista, quindi questo fa la differenza. Cerco di trovare ciò che umanizza anche il personaggio peggiore e se non riesco a relazionarmi con ciò che sognano, lo sostituisco con qualcos’altro che posso capire per restituire il grado di passione del personaggi. E così, si spera, il lavoro finale darà sostegno alla storia.”

Indiana Jones e il Quadrante del Destino uscirà al cinema il 28 giugno, diretto da James Mangold, con protagonisti Harrison Ford, Phoebe Waller-Bridge (Fleabag), Antonio Banderas (Dolor y gloria), John Rhys-Davies (I predatori dell’arca perduta), Toby Jones (Jurassic World – Il regno distrutto), Boyd Holbrook (Logan – The Wolverine), Ethann Isidore (Mortale) e Mads Mikkelsen (Animali Fantastici – I segreti di Silente).

Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.

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