L’ideatore e sceneggiatore della saga cinematografica di Bourne, , prende le redini della regia in questo nuovo attesissimo quarto episodio: The Bourne Legacy.

  ha iniziato la sua carriera come sceneggiatore, e in seguito è diventato lo stimato regista di Michael Clayton, pellicola del 2007 con George Clooney per cui Gilroy è stato nominato all’Oscar sia come regia che come sceneggiatura.

Lo scrittore/regista ha presentato oggi la pellicola alla stampa italiana, insieme ai protagonista  e . Ecco a voi la nostra intervista:

Riassumiamo insieme a Tony Gilroy la saga di Bourne e cosa serviva per poter continuare l’avventura:

Nel primo film, Bourne cerca di recuperare la sua identità. Nel secondo film c’è il momento delle scuse e dell’espiazione, mentre nel terso si evince una morale.

Perché un quarto capitolo:

Questo film espande la storia, nei primi tre film si ha l’impressione di vedere il mondo intero, ma in realtà si mostra solo una parte di un universo molto più grande. Questo film suggerisce in tutto e per tutto la presenza di Bourne. Lo scenario è molto più vasto, tocca temi profondi e possiede tutti gli elementi che un regista possa desiderare.

Sul legame con all’ultimo film:

L’azione diventa decisamente “pubblica” alla fine di The Bourne Ultimatum. C’è una sparatoria a Waterloo Station e un inseguimento in auto a New York city. Ultimatum è visibile sullo sfondo dei primi 15-20 minuti di questo film. Inoltre Cross e Bourne sono affini nel modo in cui sono stati addestrati e selezionati. Bourne ha un’intelligenza fisica e ambientale, è sempre all’erta, sempre consapevole di tutto ciò che accade, dietro la facciata di una persona “normale”. Matt Damon non è mai stato cinico nell’incarnare Bourne.

Uno dei momenti cruciali della produzione riguardava il casting degli artisti che dovevano portare in vita i nuovi personaggi nel film. A questo proposito Gilroy ci racconta:

“Tutto il resto può essere “aggiustato” in seguito, in qualche modo ma la recitazione è magica, Questo l’ho imparato tanto tempo fa.”

Sulla scelta di  (Aaron Cross):

Il motivo per cui Jeremy è cosi straordinario sta nella sua complessità. E’ dolce e duro allo stesso tempo, e sfrutta questo dualismo. Ho visto The Hurt Locker 18 volte. In ogni scena la sua fisicità riflette esattamente ciò che accade in quel momento. L’integrità di Jeremy, la sua consapevolezza, la sua concretezza e la sua intelligenza così evoluta, lo rendono il “cugino” perfetto di Bourne.

Parlando di Byer, l’antagonista di Aaron Cross interpretato da :

Byer ha ideato diversi programmi, fra cui Treadstone di Bourne, uno dei primi programmi ad essere venduto, che la CIA ha gestito individualmente. Negli ultimi 13 anni Byer è rimasto in disparte, senza farsi notare, e ha osservato il crollo del programma pensando: “Questi idioti della CIA stanno rischiando tutto”. Ci sono altri programmi che sono vulnerabili, ce ne è uno in particolare che rischia di venire reso pubblico a causa di quel che è accaduto in Ultimatum. Byer è sempre stato presente nella storia, è il burattinaio che manovra dietro le quinte, in questo quarto capitolo lo vedremo in azione.

Vi ricordiamo che The Bourne Legacy uscirà il 10 Agosto negli usa e in Italia sarà distribuito dalla Universal Pictures a partire dal 14 settembre. Diretto e scritto da  il film è interpretato da ,  ,  ,  .