Il 5 Aprile il Teatro Valle Occupato, luogo di resistenza, ha ospitato un film di resistenza: Roba da matti di Enrico Pitzianti che, nel raccontare la normalità della follia si è trovato, suo malgrado, a raccontare la follia dei cosidetti “normali”.

Insieme a Gisella Trincas, fondatrice con la sorella Paola, dell’ A.S.A.R.P. (Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica) e a Mauro Contini, sindaco di Quartu Sant’Elena, il regista racconta la singolarità di Casamatta, residenza socio assistenziale all’avanguardia in tutta Europa, esempio evidente che le persone con sofferenza mentale non solo possono, ma hanno il dovere di ricostruirsi una vita.

Il film-documentario vuole diffondere la storia della lotta per la vita di questa casa speciale ,che, dopo 17 anni di attività, rischia di chiudere.

Dopo aver visionato il film sorge naturale una semplice domanda: chi è perché vorrebbe porre fine ad un’esperienza così pulita e forte?

La Trincas riesce ad esporre con incisiva chiarezza i motivi che affondano le radici in dispute antiche fra i sostenitori delle cure prettamente mediche ed i sostenitori di un approccio più dolce… in altre parole tra i sostenitori degli spaventosi manicomi che vedono la malattia mentale ed i malati come una minaccia da tenere sotto chiave, lontano dal mondo normale e le persone che sostengono che il calore umano e l’attenzione sono cardini fondamentali della cura della malattia mentale.

Il fatto che la maggior parte delle persone che hanno visto il film siano state sorprese dalla normalità della vicenda è un fattore più che indicativo: per 80 minuti vediamo delle persone che affrontano i problemi di tutti i giorni insieme, nulla di più, nulla di meno…e una volta finito il film lo spettatore ha imparato qualcosa di nuovo e importante: dopotutto, nel 2012, riesce ancora a sorprendersi davanti alla vita.