211 - Rapina in corso
_DSC7308.ARW

Incentrato su di una rapina in banca, 211 – Rapina in corso si ispira al conflitto armato che nel 1997 cambiò per sempre il modus operandi del Los Angeles Police Department. Diretto da York Alec Shackleton, giovane regista di prodotti indipendenti, il film ha come protagonista l’inossidabile Nicolas Cage.

Quattro spietati criminali armati e ben addestrati assalgono la Bank of America, trasformando 26 persone, tra impiegati e clienti, in ostaggi ad alto rischio. Le squadre speciali della LAPD e della SWAT entrano in azione con il supporto dell’Interpol che da tempo era sulle tracce dei quattro rapinatori. Ma sarà l’agente Chandler (Nicolas Cage) a prendere il comando della negoziazione, che si rivelerà la più lunga e sanguinaria della storia americana.

Nuovo film, nuovo personaggio per Nicolas Cage, che sempre più in questi anni si divide tra i più variegati progetti. Quantità non è tuttavia sinonimo di qualità, e 211 – Rapina in corso non fa eccezione. Il film si caratterizza per una debole costruzione dei personaggi e per il fatto di proporre situazioni che, mirando al coinvolgimento dello spettatore, risultano in realtà poco credibili. Le forzature con cui questi vengono messi in scena impedisce tuttavia un concreto trasporto emotivo, generando invece fastidio e prevedibilità.

211 - Rapina in corso

Il genere a cui il film si rifà ha regalato in passato capolavori ad alta tensione, elemento che invece qui latita. Risulta difficile provare apprensione per i personaggi e la regia anonima non aiuta nella costruzione di un pathos che è quindi assente.

La stessa recitazione è poco convincente, certamente frenata da banalità di sceneggiatura che non forniscono appigli su cui poter lavorare. Per quello che invece riguarda la star del film, Nicolas Cage, lui per primo non sembra convinto di quanto sta facendo, benché il suo sia il personaggio più intenso e interessante. Certo il merito non è da rintracciarsi nella scrittura, ma per l’attore della dinastia Coppola sono lontani gli anni di maggior splendore.

211 – Rapina in corso parte da premesse poco convincenti che porta avanti con altrettanta poca convinzione, riuscendo in parte ad attirare un minimo di attenzione sulle sequenze finali. Il film non rende giustizia agli eroi della realtà e si conclude senza aver lasciato nulla allo spettatore.