Anaconda, film diretto da Tom Gormican in uscita nelle sale italiane il 5 febbraio 2026 è distribuito da Eagle Pictures. Prodotto negli Stati Uniti da Columbia Pictures e Fully Formed Entertainment, il film appartiene ai generi avventura, azione e commedia e ha una durata complessiva di 100 minuti. La pellicola rielabora l’immaginario dell’omonimo film degli anni Novanta, inserendolo in una narrazione che alterna momenti legati alla realizzazione cinematografica a situazioni di pericolo reale.
La sceneggiatura, firmata da Kevin Etten e dallo stesso Tom Gormican, costruisce infatti una storia che ruota attorno al rapporto tra cinema e realtà, utilizzando la spedizione nella giungla come dispositivo narrativo centrale. Accompagnata dalla colonna sonora di David Fleming, che segue lo sviluppo dell’azione, l’opera di Gormican beneficia di un cast corale costituito da Jack Black, Paul Rudd, Steve Zahn, Thandiwe Newton, Daniela Melchior, Ione Skye, Ben Lawson, Selton Mello e John Billingsley.
La trama di Anaconda
La trama di Anaconda segue Doug e Griff, due amici di lunga data accomunati dalla passione per il cinema e da un forte legame con il film Anaconda, divenuto negli anni un riferimento personale e generazionale. Entrambi attraversano una fase di insoddisfazione e decidono di dare una svolta alle proprie vite intraprendendo un progetto ambizioso: realizzare un remake indipendente del film che li ha ispirati, spingendosi fino alle profondità dell’Amazzonia per girarlo in un contesto autentico. La spedizione prende forma come un’avventura improvvisata e tra difficoltà logistiche, tensioni all’interno del gruppo e imprevisti legati all’ambiente naturale, le riprese procedono in modo instabile.

L’equilibrio si rompe quando nella zona del set fa la sua comparsa una vera anaconda gigante, evento che altera radicalmente il corso del progetto e mette in discussione la sicurezza dell’intera troupe. Da quel momento, la giungla si trasforma in uno spazio ostile e imprevedibile, in cui la distinzione tra finzione cinematografica e pericolo reale si fa sempre più sottile. Doug e Griff sono costretti a rivedere le proprie priorità, affrontando situazioni estreme che mettono alla prova il loro rapporto e la loro capacità di reagire all’emergenza.
La giungla di Jack Black
“Is your life goal to reboot every major franchise you helped to create?” “You bet your ass it is”.
Questo simpatico scambio di battute tra Harrison Ford e un suo fan, andato in scena al Comic-Con di San Diego nel luglio del 2017, satireggiava la tendenza dell’interprete a prendere parte a molti dei rilanci di saghe che lui stesso aveva effettivamente contribuito a rendere celebri. Un discorso simile, seppur calato nel contesto di logiche commerciali altre, potrebbe oggi essere rivolto a Jack Black. Con la differenza, però, che l’attore comico e musicista statunitense sembra ormai aver indirizzato almeno una parte della sua carriera al nostalgico reboot di grandi cult degli anni ’90, nonché a uno stile di recitazione che, ancor più che in passato, privilegia l’attore in carne e ossa al personaggio.
Anaconda, sospeso in quella terra di nessuno tra lo status di rilancio e remake/omaggio del film del ’97, non è che l’ultima declinazione di questa formula. E, dopo la duologia (presto trilogia) dei nuovi Jumanji e il successo commerciale di Minecraft, riporta Jack Black nella giungla; questa volta in compagnia dei colleghi Paul Rudd, Steve Zahn e Thandiwe Newton.

Anaconda: un omaggio accorato
Il film di Gormican, giocato sull’inflazionato concetto di meta-cinema e sul confine, sottilissimo, tra realtà e fiction, si immerge dunque con tutte le caviglie in quello che, tra gag, momenti action e serpenti giganti, è di fatto un grande abbraccio per immagini alla pellicola con Jennifer Lopez, Ice Cube e Jon Voight. Divertendosi a citare, tanto a parole quanto nella messa in scena, atmosfere, luoghi e interpreti del film originale, opportunamente rimodulati e amorevolmente dissacrati dalla classica comicità alla Black–Rudd che da tempo abbiamo imparato a conoscere.
Contraddistinto da alcuni momenti comico-demenziali di particolare efficacia – su tutti il frangente relativo al morso del ragno e quello in cui il “cadavere” di Jack Black viene utilizzato come esca per il serpente – il film può contare su di un ritmo per lo più gradevole e gode del magnetismo dei suoi principali interpreti (spesso chiamati a una recitazione sopra le righe, ma ben calibrata al contesto della narrazione). Al punto da soffrire, semmai, l’incapacità di dare continuità alla brillante idiozia di certe parentesi e una generale mancanza di incisività. Lacune parzialmente colmate dal grande cuore del film, ma che, se gestite con più garbo, avrebbero potuto regalare un intrattenimento di ancor più degno livello.
Anaconda
Sommario
Un omaggio accorato al cult del ’97, condito da alcune gag riuscite, ma frenato forse da una certa discontinuità nella capacità di incidere.
