Angeli e Demoni

Quello che Ron Howard e Dan Brown sanno fare bene insieme è creare suggestioni. Dalle prime immagini di Angeli e Demoni della rottura dell’anello piscatorio, all’intricato thriller che mescola arte, scienza e religione.

 

Niente da dire quindi, grande sceneggiatura (la firma di David Koepp si avverte), ottima regia con una bella visione della scena, funzionale alla narrazione, e ovviamente incredibile colonna sonora, a tratti forse troppo discreta, del maestro Hanz Zimmer. Tutto comincia nella solennità delle stanze papali, e tutto lì finisce, ma nel mezzo l’adrenalina e inseguimenti si susseguono senza sosta fino all’ultimo, forse per qualcuno prevedibile, colpo di scena. Tom Hanks ritorna negli atletici e sicuramente più giovani panni di Robert Langdon, a risolvere enigmi su commissione, profondendosi in dettagliate descrizioni dei rituali che seguono la morte del pontefice.

La realtà del film, così familiare per gli italiani e in particolare per i romani, non è scontata per il pubblico americano, che copioso ha inondato le sale di tutto lo Stato (così com’è successo in tutto il Mondo a quanto dice il box-office). Ovviamente grande prova d’attore, forse migliore che ne Il Codice da Vinci, per Hanks e ben supportato dal resto del cast su tutti in Ewan McGregor in grande forme, affascinante pure con l’abito talare. Ma anche uno degli ultimi orgogli nazionali esportati all’estero, Pierfrancesco Favino, nei panni dell’ispettore Olivetti tiene alto l’onore di fronte a cotanto protagonista fregiato a suo tempo da due premi Oscar. Apparentemente messo a caso, il personaggio femminile di Ayelet Zurer sembra servire più alla par condicio che alla storia.

Ma protagonista indiscussa in tutto il suo splendore (ricostruito) è senza dubbio Roma, città caotica ma bellissima e misteriosa, perfetto scenario di un discreto intrigo che però lascia tiepido chi si aspetta qualcosa di più. Grande intrattenimento quindi, ma non bastano riprese acrobatiche, belle battute e colonna sonora superba per fare un buon film, ci vuole l’anima, ma forse quella si può comprare, basta guardare i risultati ai botteghini.