Borgo: recensione del nuovo film di Stéphane Demoustier

Thriller drammatico ispirato a fatti realmente accaduti, è disponibile da 6 agosto al cinema.

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Se già in Italia le grandi isole, la Sicilia e la Sardegna, sembrano avere una cultura e una gestione più autonoma rispetto allo stato centrale, tale principio emerge anche quando si parla della Corsica. In Borgo si da spazio proprio a una rappresentazione della terra selvaggia che è l’isola francese. Scritto e diretto da Stéphane Demoustier (La ragazza con il braccialetto), il film racconta le vicende che ruotano attorno al carcere di Borgo, città corsa. Nel cast ritroviamo diverse figure già note soprattutto nel panorama cinematografico nazionale: Hafsia Herzi (War story, Persona non grata) qui interpreta la protagonista Melissa/ Ibiza, mentre Moussa Mansaly e Michel Fau (The great arch, Cyrano de Bergerac) sono rispettivamente nei panni di Djibril, marito di Melissa, e del commissario di polizia.

Borgo: fuori dal continente

Melissa lavora come guardia penitenziaria nelle carceri francesi: a seguito di problemi personali col marito, chiede trasferimento in Corsica. Qui i due, insieme ai loro due bambini, cercano di ricominciare e di crearsi una nuova vita: l’impresa sembra da subito tutt’altro che semplice.

In un contesto piccolo come le cittadine corse, la famiglia viene subito percepita come estranea, e Djibril, marito di Melissa, discriminato perché nero. Anche la quotidianità in carcere sembra essere molto diversa rispetto a quella a cui era abituata Melissa: nell’unità 2, infatti, i detenuti vivono in un regime aperto. In questo contesto quindi, la demarcazione tra sorvegliante e detenuto diventa sempre più sottile, portando Melissa a familiarizzare molto con gli uomini della sua unità. In particolare, la donna ritrova a Borgo Saverieu, già precedentemente detenuto nel carcere in cui lavorava Melissa prima di arrivare in Corsica. L’amicizia tra i due porterà Melissa ad aiutare il giovane una volta uscito di prigione, fornendogli alcune informazioni che diverranno cruciali per delle vendette tra clan mafiosi corsi.

Borgo: la Corsica secondo le proprie regole

Primo elemento che salta subito all’occhio di uno spettatore, specialmente di uno spettatore italiano, è proprio la similitudine di alcune dinamiche isolane corse simili a quelle che caratterizzano la Sardegna e soprattutto la Sicilia. Guardando un paese come la Francia dall’esterno, la presenza di associazioni mafiose resta talvolta nascosta. In Borgo invece queste dinamiche sono rappresentate come la normalità: scambi di favori, clan mafiosi che si fanno la guerra e rese dei conti pubbliche.

Così la Corsica sembra seguire regole diverse rispetto alla terra ferma, regole proprie: come dice anche Saverieu all’inizio del film non siamo più sul continente. In un contesto così piccolo, ogni persona sconosciuta, proveniente da fuori, viene percepita come un intruso. Melissa riuscirà maggiormente a integrarsi grazie proprio all’intervento dall’interno di alcuni detenuti amici, i quali, attraverso le proprie conoscenze, faranno in modo che lei e la sua famiglia siano rispettati dai corsi. Ma niente si fa per nulla, tutto ha un costo. Melissa resterà quindi intrigata in una rete di richieste e favori da ricambiare.

BORGO film 2026
BORGO_6 © Petit Film & France 3 cinéma

Inizio in medias res e inespressività interpretativa

Un elemento molto interessante di Borgo è proprio l’inizio in medias res: la pellicola si apre su una scena del crimine. Il commissario si reca all’aeroporto dove sono stati assassinati in pieno giorno due ex detenuti. La ricerca dell’assassino e le vicende di Melissa sembrano essere scollegate quasi fino alla fine del film quando l’evento criminoso unirà le due storie, donando una spiegazione sul delitto in sé. La presenza di musica tesa e incalzante contribuisce alla creazione di un clima di maggiore suspense.

Se, da un lato, la particolare presentazione della sequenza di eventi rende Borgo accattivante per gli spettatori, non si può dire lo stesso per l’interpretazione di Melissa. La rappresentazione della protagonista è infatti totalmente inespressiva e apatica: è poco chiaro se ciò sia stato voluto o dipenda dalla performance dell’attrice, ma certamente ha un impatto su come le vicende vengono percepite. Sai che si tratti dell’ansia di trovarsi coinvolta in vicende mafiose, o di dover affrontare dei momenti di crisi con il marito, Melissa resta impassibile, impedendo allo spettatore di sentirsi adeguatamente coinvolto nei suoi stati d’animo e negli avvenimenti.

In definitiva, Borgo è una pellicola interessante, che propone una visione interna a delle dinamiche poco note, specialmente al di fuori della Corsica o della Francia in generale. Nonostante la mancanza di performance attoriali abbastanza coinvolgenti, il film mantiene comunque l’attenzione del pubblico.

Borgo
2.5

Sommario

Borgo è certamente una pellicola che mantiene l’attenzione del pubblico, basandosi su tematiche poco note, nonostante l’interpretazione inespressiva di alcuni personaggi possa rallentare il ritmo del film.

Ilaria Denaro
Ilaria Denaro
Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università di Messina e studentessa di Relazioni Internazionali alla Sapienza, scrive per Cinefilos dal 2022 dopo un’esperienza nella testata dell’ateneo messinese.

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