Dopo Stai lontana da me del 2013, Alessio Maria Federici torna alla regia con Fratelli unici, portando insieme per la prima volta sul grande schermo la coppia Bova-Argentero. Nei panni di Pietro e Francesco, i due attori danno vita ad un soggetto apparentemente semplice e leggero che si traduce però in una sceneggiatura eccessivamente attorcigliata.

In Fratelli unici Pietro (Raoul Bova) è un uomo affermato che non sa più come si ama, Francesco (Luca Argentero) è invece un eterno ragazzino che non ha mai amato. Sono fratelli, ma hanno passato tutta la vita a desiderare di essere figli unici. Un incidente fa perdere completamente la memoria a Pietro: ora è come un bambino. La sua ex moglie Giulia (Carolina Crescentini) sta per sposarsi e non ne vuole sapere di lui, così Francesco è costretto a portarselo a casa e, per la prima volta, a fare la parte dell’adulto. Ha inizio una folle convivenza che si svolge davanti agli occhi di Sofia (Miriam Leone), la giovane e bella vicina di casa di Francesco.

Fratelli unici adotta una pluralità di punti di vista: non solo il rapporto tra questi due fratelli che nel corso della loro vita hanno desiderato tutto tranne che essere tali, ma anche le dinamiche relazionali che si vengono ad instaurare con la controparte femminile. Difficile, dunque, stabilire il filo conduttore di una pellicola in cui confluiscono non una, ma ben due, anzi tre storie: il tema delle seconde opportunità si fonde all’impossibilità di riuscire a perdonare sia se stessi che gli altri, ma c’è anche spazio per l’amore, tra chi sostiene che non esiste e chi, invece, proclama che sia “l’unica cosa che non dipende dai punti di vista” – che nel film di Federici sono anche troppi. Fratelli unici cerca di intrecciare tra loro più visioni, risultando in perenne bilico tra dramma e commedia (con immancabili punte di gratuito sentimentalismo) e alla costante ricerca di un ritmo inesistente.

Raoul Bova e Luca Argentero dimostrano una buona alchimia , nonostante si faccia piuttosto fatica ad accettare la credibilità del primo nei panni di un uomo maturo la cui mente diventa improvvisamente quella di un bambino di quattro anni che scopre ogni giorno qualcosa di nuovo – siamo più o meno ai livelli di improbabilità raggiunti con il personaggio di Francesco interpretato da Bova in Indovina chi viene a Natale? di Brizzi. Dal canto loro, Carolina Crescentini e Miriam Leone, oltre all’indubbia bellezza, offrono nel complesso due buone interpretazioni e oscurando in più di un’occasione i colleghi maschi.

Fratelli unici, in uscita nelle sale il 2 ottobre, è una commedia che cerca più volte l’incursione nel dramma con scarsi risultati. Un film che vuole apparire più di quello che è, con uno script che analizzando varie storie da differenti angolazioni risulta materia quasi intrattabile per lo spettatore.