Il Bacio della donna ragno, recensione del film con Jennifer Lopez

Il film arriva nelle sale italiane il 18 giugno 2026.

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Dimenticate William Hurt. Dimenticate Raul Julia e Luis Puenzo. Insomma, dimenticate lo struggente adattamento del romanzo di Manuel Puig realizzato nel 1985, che regalò Palma d’Oro a Cannes e Oscar al suo doloroso protagonista. Questa nuova versione diretta da Bill Condon (Gods and Monsters, Dreamgirls, la versione in live-action de La bella e la bestia) è l’adattamento cinematografico del musical di Broadway. Di conseguenza, il nuovo Il Bacio della donna ragno è qualcosa di diverso. Non necessariamente peggiore.

Qual è la storia di questa versione di Il Bacio della donna ragno

L‘impianto narrativo è comunque fedele al testo di Puig: nel 1983, durante la dittatura in Argentina, il dissidente politico Valentin Arregui (Diego Luna) e l’omosessuale Luis Molina (Tonatiuh) vengono richiusi nella stessa cella. Se il primo dei due vuole rimanere il più possibile ancorato alla realtà del suo stato, per quanto dolorosa e violenta, l’altro preferisce invece rinchiudersi molto spesso in un mondo fittizio dominato dalle stelle del cinema classico. In particolar modo Luis è ammaliato dalla star Ingrid Luna (Jennifer Lopez), la quale nel suo amatissimo film Il Bacio della donna ragno interpreta i personaggi di una affascinante direttrice di giornale e di una creatura fantastica che domina l’oscurità con i suoi malefici. Nonostante siano così radicalmente diversi, Valentin e Lui dovranno imparare a conoscersi e apprezzare l’uno i punti di forza dell’altro: potrebbe essere l’unico modo di sopravvivere al terrore del regime politico.

L’idea di messa in scena di Bill Condon è decisamente old-style: la realtà della prigione in cui sono costretti a convivere i due personaggi principali è architettata come un set teatrale in piena regola. Allo stesso modo, tutti i set che devono contenere le scene dei film fittizi e soprattutto i numeri musicali rimandano direttamente ai classici di Hollywood dagli anni ‘30 gli anni ‘50, con la magnifica eccezione di una sequenza che invece omaggia esplicitamente Chicago (tra l’altro il film di Rob Marshall venne sceneggiato proprio da Condon). In questo modo il suo Il Bacio della donna ragno fin dalle primissime scene dimostra una sua coerenza estetica precisa e tutto sommato ammirevole. Si capisce benissimo che non ci troviamo di fronte  a una mega-produzione da Major ma a un film più “piccolo”, realizzato con un budget contenuto. Non importa, perché a conti fatti il regista e sceneggiatore sa far fruttare al meglio il materiale che ha a disposizione.

Convincenti i tre protagonisti

In particolar modo i suoi tre attori principali, tutti in grado di regalare prove convincenti, ognuna di esse diversa dall’altra. Jennifer Lopez sciorina tutta la sua competenza di cantante e ballerina, centrando almeno tre o quattro numeri degni di applauso. Appare chiaro come l’artista stia cercando da qualche anno a questa parte di arrivare a ottenere una nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista: i recenti Hustlers (per cui probabilmente l’avrebbe meritata) e Unstoppable lo dimostrano. Con Il Bacio della donna ragno potrebbe finalmente riuscire nell’impresa, dal momento che il musical è solitamente un genere che premia i suoi protagonisti. Diego Luna all’inizio non sembra particolarmente in parte nel ruolo del dissidente idealista, ma quando il personaggio comincia a rivelare le sue debolezze, le zone d’ombra e la propria fragilità, l’attore lo riempie con una prova che diventa sostanziosa e delicata. Il migliore in scena rimane comunque Tonatiuh: il personaggio di Luis è sviluppato con cura, partecipazione emotiva, attenzione ai dettagli quanto al lato istrionico della sua personalità. Un’interpretazione di valore.

Il Bacio della donna ragno beneficia e al tempo stesso forse soffre dell’essere una produzione limitata nei mezzi. La libertà con cui è stata realizzata traspare, e di certo la confezione è abbastanza preziosa da soddisfare il gusto di un pubblico più ampio. Proprio questa esigenza però in qualche modo ha costretto Condon a semplificare molti discorsi socio-politici riguardo il periodo in cui il film è ambientato, e tutto sommato è un peccato. Il senso di straniamento, di vessazione, di pericolo che i personaggi dovrebbero in teoria soffrire a causa del regime, non viene percepito in maniera adeguata, o almeno non con costanza. Il film rimane un prodotto interessante, confezionato con intelligenza, soprattutto ben interpretato. Anche se nella nostra memoria sono comunque impressi Hurt, Julia e il film di Puenzo, questa versione di Il Bacio della donna ragno non sfigura del tutto. Il che è certamente un pregio…

Il Bacio della donna ragno
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Sommario

Il film è un prodotto interessante, confezionato con intelligenza, soprattutto ben interpretato.