Il racconto dei racconti

La fiaba per bambini che incontra il racconto macabro e grottesco per gli adulti e si trasforma in immagini piene di colore e di luce. Il racconto dei racconti di Matteo Garrone porta sul grande schermo una fiaba antica, nata nella letteratura del ‘600 napoletano e approdata poi, in innumerevoli variazioni, nei racconti di tutto il mondo.

 
 

Tre storie si dipanano in Il racconto dei racconti, toccandosi senza intrecciarsi: la prima racconta di una regina che non riesce ad avere un figlio; la seconda di un re, che non ha occhi che per sua figlia, fino a che non adotta una pulce come fosse un animale domestico; la terza storia racconta un re che viene travolto dal desiderio nei confronti di una donna della quale ha sentito solo la voce.

Scegliendo un linguaggio che gli appartiene ma spersonalizzando il suo caratteristico stile di ripresa, Matteo Garrone arriva finalmente al genere che aveva corteggiato dagli inizi della sua carriera, il fantasy puro. In questo film si esplicita infatti la sua vena, sempre accennata, tipicamente fantastica, con tanto di mostri, castelli, magia e incantesimi.

In un tempo sospeso e in un luogo incantato, che non è altri che il magnifico che esiste davvero in Italia, Garrone riesce a trasportare lo spettatore in un mondo parallelo, in cui, attraverso un linguaggio a cui il moderno non è più abituato, i desideri viscerali si palesano in mille aspetti dello stesso profondo impulso primordiale, il desiderio.

Vincent Cassel

La trasformazione, il mostruoso, che spesso abbiamo visto nei film del regista romano, passano tutti attraverso il corpo umano, ma soprattutto attraverso un grande senso della vita, dell’impulso alla sopravvivenza e alla realizzazione del proprio essere. Il comparto tecnico è senza dubbio fondamentale per la realizzazione dell’atmosfera fiabesca del film, con una quantità massiccia di riferimenti pittorici, cari alla formazione di Matteo.

Il racconto dei racconti mostra tuttavia i suoi limiti in un adattamento dall’originale che pur affascinando non riesce a dare una mano uniforme a tutta la storia, peccando di inadeguatezza forse proprio perchè di fronte a un testo di partenza, quello di Basile, che presenta complessità e riferimenti fuori dalla portata del nostro tempo.

Bebe Cave e Guillaume Delaunay

Dettagli a parte, Garrone dimostra di essere un grande direttore d’orchestra, che alla sua prima prova generale non sbaglia intonazione, pur non lasciandosi andare a troppo virtuosismi. Il racconto dei racconti è un lavoro prezioso, tanto più valido perché realizzato nel nostro paese e forse in grado di riportare al cinema un pubblico più bendisposto nei confronti dell’Italia cinematografica.

Tra draghi marini, mostri e orchi, lo spettatore si lascia trasportare in un mondo sconosciuto e nuovo, che facendo leva sulle passioni comuni al genere umano, rappresenta per tutti una specie di piccolo ritorno a casa, all’infanzia, a quel tempo in cui i mostri e la magia esistevano davvero.

Il racconto dei racconti